La compagnia della gloria di Edgar Pangborn

La compagnia della gloria di Edgar Pangborn
La compagnia della gloria di Edgar Pangborn

Il romanzo “La compagnia della gloria” (“The Company of Glory”) di Edgar Pangborn è stato pubblicato per la prima volta nel 1974 a puntate sulla rivista “Galaxy” e nel 1975 come libro. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 61 di “Cosmo Argento” e da Mondadori nel n. 246 di “Urania Collezione”, in entrambi i casi nella traduzione di Roberta Rambelli.

Demetrios ricorda ancora com’era il mondo prima che la guerra di venti minuti lo devastasse. Nel mondo post-apocalittico nato dalle ceneri di quella guerra, è apprezzato per i suoi racconti delle meraviglie del passato ormai perdute. Per alcuni, è fin troppo apprezzato.

I sopravvissuti all’apocalisse hanno formato nuove comunità ma le armi atomiche erano solo uno strumento e anche i lati negativi dell’umanità sono sopravvissuti. Nuovi scontri di potere avvengono per prendere il controllo delle città e personaggi come Demetrios diventano scomodi con le verità che raccontano. Demetrios e un piccolo gruppo di persone amanti della libertà devono fuggire.

Edgar Pangborn è ricordato soprattutto per la sua storia futura post-apocalittica ambientata dopo una guerra atomica. Il romanzo “Davy l’eretico” (“Davy”) è il primo e il più celebre di questa serie scritto dall’autore, ambientato secoli dopo l’apocalisse. Per questo motivo a volte l’insieme di queste storie è conosciuto anche come la serie di Davy anche se quasi tutte le opere sono autonome. “La compagnia della gloria” è ambientato molto prima, quasi mezzo secolo dopo la guerra atomica.

Il protagonista Demetrios è un uomo anziano che narra storie meravigliose di un passato che sembra già remoto e incredibile. Un po’ menestrello e un po’ filosofo, offre racconti che contengono verità che possono risultare scomode a chi sta cercando di affermare il proprio potere con la forza.

Cambiano luoghi e tempi ma la storia sembra ripetersi in tutti i suoi elementi negativi. Il nuovo dittatore sostiene di voler costruire un’utopia che, come sempre, si rivela un paradiso solo per lui e i suoi sostenitori. Per costruire questa presunta utopia serve rompere qualche uovo, un eufemismo che indica l’eliminazione degli oppositori e di chiunque non si allinei. Anche il nuovo clero contribuisce creando un culto a sostegno del dittatore.

Attraverso le esperienze di Demetrios e le riflessioni che stimola, Edgar Pangborn offre un ritratto piuttosto desolante dell’umanità. Come esseri sociali, gli umani sembrano un disastro, incapaci di mantenere una società funzionante senza che molti, troppi, abbiano comportamenti come minimo meschini e spesso criminali verso il loro prossimo.

Questo futuro non è del tutto nero. Ci sono elementi di vitalità, soprattutto nella sessualità libera che sembra una delle poche speranze per il futuro. Soprattutto da questo punto di vista, “La compagnia della gloria” mostra una certa ispirazione nella controcultura degli anni ’60 e ’70. Demetrios non è esattamente un hippy ma lui e gli altri membri della sua compagnia della gloria sembrano spiriti liberi che si mettono nei guai perché non assecondano i poteri che agiscono nello stesso modo che ha portato all’apocalisse atomica.

La storia di Demetrios e dei suoi compagni di viaggio viene raccontata per la maggior parte in terza persona con alcune parti raccontate in prima persona da un narratore che rimane misterioso per quasi tutto il romanzo. Gli eventi non mancano ma non è una storia d’azione dato che l’autore si concentra soprattutto sul lato umanistico.

“La compagnia della gloria” fu l’ultimo romanzo scritto da Edgar Pangborn, il quale morì nel 1976. Offre qualche speranza per il futuro dell’umanità ma nel suo complesso è piuttosto malinconico. Secondo me rimane interessante per chi cerca una storia post-apocalittica un po’ fuori dagli schemi.

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