La terra sull’abisso di George R. Stewart

La terra sull'abisso di George R. Stewart
La terra sull’abisso di George R. Stewart

Il romanzo “La terra sull’abisso” (“Earth Abides”) di George R. Stewart è stato pubblicato per la prima volta nel 1949. Ha vinto l’International Fantasy Award. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 108 di “Cosmo Oro” e da Mondadori nel n. 39 di “Urania Jumbo”, sempre nella traduzione di Gianluigi Zuddas.

Isherwood “Ish” Williams sta lavorando alla sua tesi di laurea tra le montagne quando viene morso da un serpente a sonagli. Riesce a eliminare la maggior parte del veleno ma trascorre giorni in uno stato di malessere, anche per quella che sembra una malattia non connessa all’avvelenamento. Quando torna abbastanza in forze, si reca nella città più vicina e la trova deserta, solo la prima prova di una morte di massa causata da una malattia sconosciuta.

Ish cerca altri sopravvissuti, che sono pochi e non sempre amichevoli, a volte in uno stato mentale fortemente alterato. Dopo aver girato per gli USA ormai quasi del tutto spopolati, torna in California e decide di stabilirsi nell’area. Trova una donna, Emma, e i due decidono di vivere assieme. Nel corso del tempo trovano alcuni altri sopravvissuti con i quali formare una piccola comunità ma quale può essere il futuro dell’umanità?

Le storie apocalittiche e post-apocalittiche erano già un classico nel 1949. Ne “La terra sull’abisso”, George R. Stewart offre una visione approfondita di vari temi legati al futuro del mondo dopo la quasi totale scomparsa dell’umanità che lo rendono un grande classico non solo nel suo genere.

George R. Stewart fu un insegnante universitario e uno scrittore eclettico che produsse opere di vari generi letterari e saggi su argomenti e personaggi storici. In un’epoca in cui la fantascienza americana era ancora pesantemente legata alle riviste pulp, Stewart fu un autore che veniva da un ambiente accademico ciò si nota ne “La terra sull’abisso”.

Il romanzo segue praticamente tutta la vita adulta del protagonista Isherwood “Ish” Williams, uno studente universitario di geografia che trascorre un periodo di isolamento tra le montagne della Sierra Nevada per poi scoprire che nel frattempo una malattia estremamente letale ha eliminato quasi tutti gli esseri umani.

Ish ha cognizioni scientifiche e comincia ad analizzare in modo razionale la situazione e le sue prospettive in un atteggiamento che lo accompagna per tutta la sua vita. Nelle sue scelte, viene influenzato anche dalla religione e alcuni elementi religiosi sono importanti nello sviluppo della trama ma nel corso del tempo la religione è una delle cose abbandonate dai sopravvissuti. La nuova situazione rende inutili se non dannose tante abitudini e convenzioni. In una romanzo del 1949, l’abbandono di qualsiasi atteggiamento razzista compiuto da Ish è tutt’altro che scontato.

Rispetto a precedenti storie apocalittiche e post-apocalittiche, “La terra sull’abisso” venne scritto in un periodo in cui gli americani che vivevano in città si erano abituati a servizi come acqua corrente ed elettricità e le automobili si stavano diffondendo. Ciò è importante nella trama perché Ish cerca di sfruttare le automobili nei suoi viaggi e, anche se le centrali elettriche sono le prime a fermarsi, l’acquedotto locale continua a fornire acqua alla casa di Emma in cui anche Ish si stabilisce.

Anche nella ricerca di cibo la situazione dell’epoca è determinante. Ish e gli altri sopravvissuti con cui forma una piccola comunità imparano lentamente a macellare gli animali presenti nell’area ma soprattutto recuperano il cibo in scatola. Da certi punti di vista, la vita dei sopravvissuti è piuttosto comoda e ben diversa da quella dei pionieri. Le cose cambiano per le generazioni successive con situazioni che diventano una parte importante nella trama delle parti del romanzo successive alla prima.

Gli animali e le piante e i cambiamenti nelle popolazioni delle varie specie costituiscono uno dei temi importanti delle osservazioni e delle riflessioni di Ish. Senza gli esseri umani, la natura si riprende il territorio ma in modo caotico, con periodi di crescita e decrescita che possono essere radicalmente diversi per le varie specie.

Oggi l’ecologia è un tema importante ma “La terra sull’abisso” è del tutto straordinario nel modo in cui, attraverso il suo protagonista, esamina l’influenza dell’umanità sulla natura. Nei decenni che seguono la quasi completa scomparsa dell’umanità, Ish è testimone delle conseguenze a medio e lungo termine di un cambiamento così radicale.

Spesso le storie apocalittiche e post-apocalittiche sono concentrate sulla lotta per la sopravvivenza dei sopravvissuti e dei loro discendenti e sono concentrate sul lato avventuroso. “La terra sull’abisso” è molto più concentrata sugli spunti di riflessione offerti dalle situazioni in cui si trovano i personaggi, il loro ambiente e le prospettive future. È questa profondità nello sviluppo dei temi che rende questo romanzo speciale e ancora molto interessante da leggere a prescindere dalle etichette di genere.

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