La cacciatrice di luce di Peter F. Hamilton e Gareth L. Powell

La cacciatrice di luce di Peter F. Hamilton e Gareth L. Powell
La cacciatrice di luce di Peter F. Hamilton e Gareth L. Powell (edizione americana)

Il romanzo “La cacciatrice di luce” (“Light Chaser”) di Peter F. Hamilton e Gareth L. Powell è stato pubblicato per la prima volta nel 2021. In Italia è stato pubblicato da Fanucci in “Narrativa” nella traduzione di Eleonora Antonini.

Per millenni, Amahle ha viaggiato nello spazio su un’astronave guidata da un’intelligenza artificiale che costituisce la sua unica compagnia quando non fa tappa su un pianeta. Durante i lunghi viaggi tra un pianeta e l’altro, passa il tempo rivivendo le esperienze delle persone che indossavano uno speciale dispositivo che registra le loro vite.

La routine di Amahle comincia a essere stravolta quando si rende conto che i ricordi di persone diverse vissute su pianeti lontanissimi tra di loro includono incontri con lo stesso uomo. Come se non bastasse, quest’uomo misterioso si rivolge proprio ad Amahle sapendo che lei rivirà quegli incontri e le dice di non fidarsi dell’intelligenza artificiale dell’astronave.

“La cacciatrice di luce” comincia con quella che sembra la normale routine di una viaggiatrice che compie un itineriario cosmico regolare che dura millenni. Su ogni pianeta che fa parte di quell’itineriario lascia dispositivi per la registrazione delle esperienze di alcuni abitanti. Li riprenderà al passaggio successivo in cambio di oggetti che non influiranno significativamente sulla società di quel pianeta.

Il romanzo inizia dalla fine o quasi, una scelta che spesso non mi soddisfa perché rivela dove la storia va a parare ma che in questo caso mi pare adatta. “La cacciatrice di luce” ha una trama basata fortemente su una serie di rivelazioni e senza averle lette non si capisce davvero dove la storia stia andando a parare.

Dopo quest’anticipazione, la parte iniziale serve a conoscere un po’ la protagonista e il suo lavoro di cacciatrice di luce. Dura poco perché la sua routine viene sconvolta quando si accorge dei messaggi ricorrenti presenti tra le esperienze di persone diverse su pianeti molto lontani. Da lì comincia una ricerca della verità piena di difficoltà.

La storia è breve per gli standard odierni, soprattutto pensando alle saghe di Peter F. Hamilton lunghe migliaia di pagine. Per questo motivo in alcune fonti è catalogata come romanzo breve. A causa della lunghezza limitata il ritmo è rapido e la trama incentrata su Amahle con tanti colpi di scena che seguono ciò che scopre dopo aver cominciato a prestare attenzione ai messaggi dell’uomo misterioso. La donna è la protagonista assoluta ma le conseguenze delle sue scoperte hanno una notevole vastità che viene rivelata pezzo per pezzo.

Le rivelazioni arrivano soprattutto attraverso le memorie, sue o di altre persone che le hanno registrate, esaminate da Amahle. Esse delineano tra le altre cose una storia d’amore che trascende le singole vite dei protagonisti. Ha il pregio di non essere melensa, anche perché non è concentrata sul lato romantico ma è parte di una storia molto più grande riguardante il futuro dell’umanità intera.

“La cacciatrice di luce” ha una trama che è relativamente lineare nonostante le tante ramificazioni. La lunghezza limitata non permette di includere spiegazioni su tutto ciò che c’è attorno a quella trama perciò chi preferisce storie in cui tutto viene spiegato rimarrà deluso. Onestamente, riguardo ad alcuni elementi sembra conveniente che gli autori evitino di fornire spiegazioni.

Nonostante qualche perplessità su alcuni punti della trama, “La cacciatrice di luce” mi è parso nel suo complesso intrigante per tutto ciò che Amahle scopre con tutto ciò che ne consegue. Se vi piacciono storie su una vasta scala spazio-temporale e non avete problemi a riempire i vuoti lasciati da parti non spiegate, ve ne consiglio la lettura.

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