La costa dei barbari di Kim Stanley Robinson

La costa dei barbari di Kim Stanley Robinson
La costa dei barbari di Kim Stanley Robinson (edizione americana)

Il romanzo “La costa dei barbari” (“The Wild Shore”) di Kim Stanley Robinson è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. È il primo libro della trilogia delle tre Californie. In Italia è stato pubblicato da Interno Giallo nella collana “IperFICTION” e da Mondadori nel. n. 37 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Gaetano Luigi Staffilano.

Per gli abitanti di una piccola comunità californiana che vive soprattutto di pesca, la vita è dura ma generalmente tranquilla. Tuttavia, persone arrivate da San Diego, che è praticamente una metropoli nella California post-atomica, propongono un’alleanza per ricostruire gli USA nonostante la quarantena imposta da altre nazioni.

Membri della comunità come il vecchio Tom Barnard preferiscono continuare la loro vita normale ma giovani come Hank Fletcher e soprattutto il suo amico Steve Nicolin sono molto interessati. L’idea di tornare a quella che per loro è un’età dell’oro è irresistibile per molti giovani.

La cosiddetta trilogia delle tre Californie è una serie di romanzi accomunati solo dall’ambientazione geografica. Sono del tutto indipendenti dato che Kim Stanley Robinson ha scritto storie ambientate in diversi possibili futuri.

“La costa dei barbari” è ambientato decenni dopo che gli USA sono stati devastati da un attacco atomico. I sopravvissuti vivono in piccole comunità e ci sono gruppi di sciacalli che cercano tra le rovine delle città qualsiasi oggetto di valore rimasto. I piccoli commerci tra comunità e sciacalli avvengono sotto forma di baratto.

La comunità californiana di San Onofre sopravvive soprattutto grazie alla pesca e la prima parte de “La costa dei barbari” mostra quella vita attraverso il racconto di Hank Fletcher, un adolescente che cerca di imparare tutto ciò che può sul grande passato degli USA da Tom, l’uomo più anziano dell’area, che ricorda ancora cos’era la nazione prima dell’attacco atomico.

La proposta di un’alleanza con San Diego per ricostruire gli USA spacca la comunità di San Onofre. Hank sogna un ritorno ai fasti del passato ma si rende conto che si tratta di un progetto difficilissimo da realizzare. Il ragazzo riporta le diverse opinioni di vari membri della sua comunità e di abitanti di San Diego, in particolare del sindaco, con la sua retorica ultra-patriottica a supporto delle sue ambizioni di rendere l’America di nuovo grande.

Il racconto di Hank diventa amaro nel descrivere le conseguenze sui rapporti interpersonali tra i membri della comunità di San Onofre. Riunificare la nazione sembra impossibile, anche perché altre nazioni hanno messo i vecchi USA in quarantena. I giapponesi pattugliano le coste californiane e sorvegliano il territorio via satellite. A volte intervengono con armi per le quali gli americani non hanno più difese per impedire che si formino comunità più grandi.

Le informazioni su tutto ciò che riguarda quell’America post-atomica sono quelle conosciute da Hank e sono tutt’altro che complete. Il suo racconto è concentrato sull’area in cui vive e sulle persone che conosce o almeno incontra. Ciò massimizza la centralità delle emozioni del protagonista e delle persone vicine a lui mentre il passato sembra davvero lontano e sbiadito.

I vecchi USA e l’attacco atomico sono al centro di storie di solito frammentarie e in certi casi è impossibile verificarne la veridicità. In certi casi, Hank riceve informazioni tramite racconti di altre persone, come ad esempio riguardo alle conseguenze dell’attacco atomico agli USA a livello globale sul clima.

Elementi classici delle storie post-atomiche come l’atteggiamento verso i mutanti sono marginali. “La costa dei barbari” è per molti versi un romanzo di formazione che affronta anche problemi come la responsabilità nei confronti della propria comunità. Hank, Steve e gli altri giovani fanno parte della comunità di San Onofre ma sentono il richiamo verso i vecchi USA, anche grazie alla retorica patriottica del sindaco di San Diego.

I personaggi con cui Hank ha a che fare offrono diverse posizioni e opinioni che rendono complesse le sue riflessioni. Lui e gli altri abitanti della California hanno scelte limitate e sapere che in altre nazioni la gente vive molto meglio aumenta la frustrazione e la voglia di rivalsa di molti di loro.

“La costa dei barbari” è un romanzo tutt’altro che allegro ma, nonostante i limiti dell’ambientazione e del racconto in prima persona, offre tanti spunti di riflessione, anche su problemi che riguardano l’intera umanità. Se vi interessano gli argomenti sviluppati da Kim Stanley Robinson, ve ne consiglio la lettura.

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