Gli eretici di Dune di Frank Herbert

Gli eretici di Dune di Frank Herbert
Gli eretici di Dune di Frank Herbert

Il romanzo “Gli eretici di Dune” (“Heretics of Dune”) di Frank Herbert è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. È il quinto libro della saga di Dune e segue “L’imperatore-dio di Dune“. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 66 di “Cosmo Oro” e all’interno del n. 5 de “I Grandi Cicli”, da Sperling & Kupfer nel n. 5 di “Sperling Serial” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” e ne “Il ciclo di Dune”, tutti nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli.

Quindici secoli dopo la morte del Tiranno, una casta di sacerdoti detiene il potere sul pianeta Rakis, già conosciuto come Arrakis. Quando una ragazzina di nome Sheeana mostra di poter controllare i vermi delle sabbie, che lei chiama Shaitan, il loro potere viene minacciato, anche perché le Bene Gesserit mostrano un notevole interesse nei confronti di Sheeana.

Sul pianeta Gammu, già conosciuto come Giedi Primo, le Bene Gesserit stanno addestrando un nuovo ghola di Duncan Idaho a cui i Tleilaxu hanno fornito capacità fisiche avanzatissime. Il progetto è talmente importante che la Suprema Reverenda Madre Taraza ha coinvolto anche Miles Teg, l’ex Supremo Bashar delle forze della Sorellanza. Altre reverende madri sono in disaccordo perché temono che un Duncan potenziato possa diventare un nuovo Kwisatz Haderach. Un’altra minaccia arriva dalle Matres Honorate, un prodotto della Dispersione.

“Gli eretici di Dune” rappresenta per vari versi un nuovo inizio nel ciclo di Dune. Duncan Idaho è rimasto l’unico personaggio rimasto dei romanzi precedenti perché le Bene Gesserit sono interessate a lui come parte dei loro progetti. Il pianeta Arrakis, ora chiamato Rakis, è di nuovo un deserto ma tutto il resto sembra cambiato per l’umanità.

Il Tiranno, come Leto II Atreides è ricordato, ha causato la Dispersione, una nuova espansione degli umani nello spazio sconosciuto. Quindici secoli dopo, molti loro discendenti stanno tornando indietro e tra loro ci sono le Matres Honorate, una nuova Sorellanza che basa il suo potere sulla sessualità.

Frank Herbert racconta lo scontro tra poteri vecchi e nuovi con alleanze impensabili nel passato come quella tra Bene Gesserit e Tleilaxu. Da questo punto di vista, i temi sono quelli sviluppati nei romanzi precedenti con nuove varianti ma i risultati non sono gli stessi.

Il romanzo venne sviluppato da Frank Herbert in un periodo in cui stava anche assistendo sua moglie Beverly, malata di cancro, fino alla sua morte, avvenuta nel 1984. Mantenere la qualità elevata in un ciclo complesso come quello di Dune sarebbe stato difficile nelle migliori circostanze ma divenne impossibile nella situazione personale che l’autore stava affrontando in quel periodo.

Il risultato è un romanzo con una trama contorta anche per gli standard di questo ciclo e con un ritmo molto variabile. Le varie sottotrame sono mescolate in modi che a volte sono caotici in una costruzione lontana dalla raffinatezza che si vede soprattutto nel romanzo originale.

Ne “Gli eretici di Dune” c’è di buono che Frank Herbert esplora molto più che nei romanzi precedenti le dinamiche interne alle Bene Gesserit e dei Tleilaxu, i quali erano generalmente rimasti nell’ombra. Secondo me i complessi rapporti tra le due organizzazioni sono la parte migliore del romanzo. Frank Herbert mostra in modo più approfondito le tecniche di manipolazione delle Bene Gesserit, che usano in vari modi la religione, e alcuni segreti dei Tleilaxu.

Il pianeta Arrakis, ora chiamato Rakis, non è più il centro dell’universo conosciuto per una serie di motivi che vengono spiegati nel romanzo. Su Rakis è ambientata la trama centrata su Sheeana ma le altre sottotrame sono ambientate su altri pianeti. Il Sentiero Dorato preparato dal Tiranno ha influenzato la storia dell’umanità in modo notevole con una serie di conseguenze importanti. L’intento di Frank Herbert era quello di raccontare quel futuro con le scelte di organizzazioni che hanno atteggiamenti molto conservatori che si scontrano con nuove forze molto più dinamiche.

Il risultato è un romanzo in cui il lettore avverte una certa familiarità riguardo ambientazioni e personaggi e al tempo stesso c’è una chiara rottura con il passato. Con i suoi pregi e difetti, secondo me “Gli eretici di Dune” è riuscito solo in parte e ha anche il problema di essere il primo libro di quella che doveva essere una serie all’interno della saga di Dune perciò non ha un vero finale. Come qualità mi è parso un netto passo indietro rispetto ai libri precedenti eppure vi ho trovato ancora tanti motivi di interesse e spunti di riflessione. Per chi non ha paura di avventurarsi sul Sentiero Dorato può valere la pena di continuare con questa saga.

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