Salvation: la rovina dei mondi di Peter F. Hamilton

Salvation: la rovina dei mondi di Peter F. Hamilton (edizione britannica)
Salvation: la rovina dei mondi di Peter F. Hamilton (edizione britannica)

Il romanzo “Salvation: la rovina dei mondi” (“Salvation Lost”) di Peter F. Hamilton è stato pubblicato per la prima volta nel 2019. È il secondo romanzo della serie Salvation e segue “Salvation: L’arca della salvezza“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 30 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Davide De Boni.

All’inizio del XXIII secolo, la specie umana deve affrontare contatti con specie aliene delle quali una vuole aiutare gli umani mentre l’altra ha scopi nascosti che hanno conseguenze molto gravi per gli umani e l’invasione della Terra rappresenta solo la prima conseguenza.

Nel lontano futuro, una delle comunità umane che si sono sparse nello spazio prepara una trappola per il nemico. I primi ad arrivare sono però gli antichi alleati e nello stesso sistema stellare un’altra potente entità si prepara a entrare in azione.

Alla fine cominciò l’invasione! Il primo libro della serie Salvation aveva introdotto personaggi importanti e trame nei due diversi periodi, il secondo libro finalmente racconta gli eventi che danno inizio al futuro dell’umanità. Ciò significa che nella sottotrama ambientata nel XXIII secolo racconta l’invasione mentre nella sottotrama ambientata nel lontano futuro racconta un tentativo di contrattacco. Si tratta della seconda parte di una grande storia che va letta nella sua completezza.

La struttura di “Salvation: la rovina dei mondi” risulta semplificata rispetto a quella di “Salvation: L’arca della salvezza” nel senso che Peter F. Hamilton ha già esplorato nel primo libro le storie personali dei protagonisti, che ha usato anche per descrivere la civiltà umana all’inizio del XXIII secolo e nel lontano futuro. Misteri legati ai contatti con alieni che erano stati sviluppati nel primo libro sono stati svelati perciò l’autore può affrontare alcuni eventi importanti in modo esplicito.

Il libro di mezzo di una trilogia può essere problematico perché non ha un vero inizio né una vera fine ma in questo caso si può dire che il secondo libro racconti il vero inizio delle due storie parallele. A volte, il primo libro dava l’impressione di essere stato allungato con tutte le storie personali dei protagonisti solo per avere materiale sufficiente per creare una trilogia. Il secondo libro invece non ha tutte quelle digressioni e ciò contribuisce a far fluire molto meglio la narrazione.

La costruzione dei due periodi del futuro fatta nel primo libro era fondamentale ma la sensazione che mi ha generato il secondo libro è decisamente di maggior entusiasmo. Con una narrazione maggiormente concentrata su eventi che è facile percepire come davvero importanti, si sente molto di più anche la tensione. Le reazioni degli umani dopo l’inizio dell’invasione e nello sviluppo del piano per contrattaccare offrono una vasta gamma di emozioni. Non è solo l’azione a portare tutto ciò ma anche le strategie delle varie parti in causa negli sviluppi dei vari scontri con gli invasori.

Peter F. Hamilton offre sempre diversi punti di vista e in “Salvation: la rovina dei mondi” una sottotrama racconta le “imprese” di un gruppo di criminali che normalmente si occupano di truffe ma hanno finito per trovarsi nel bel mezzo dell’attacco alla Terra. Sono per certi versi anti-eroi la cui storia mostra che i lati oscuri della società terrestre del XXIII secolo sono rimasti più o meno gli stessi della società occidentale odierna.

Tutto ciò crea un romanzo come ci si aspetta da Peter F. Hamilton, con tanta azione e colpi di scena in un’ambientazione molto tecnologica. In questo caso, tecnologie molto avanzate sono presenti già nella sottotrama ambientata nel XXIII secolo e ancor di più in quella ambientata nel futuro remoto. “Salvation: la rovina dei mondi” è il secondo romanzo di una trilogia perciò anch’esso termina con eventi importanti che verranno sviluppati nel suo seguito. Per questo motivo, un giudizio complessivo può essere dato solo alla fine della trilogia ma ho visto un netto miglioramento nella gestione delle sottotrame rispetto al primo libro.

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