La canzone del tempo di Ian R. MacLeod

La canzone del tempo di Ian R. MacLeod (edizione americana)
La canzone del tempo di Ian R. MacLeod (edizione americana)

Il romanzo “La canzone del tempo” (“Song of Time”) di Ian R. MacLeod è stato pubblicato per la prima volta nel 2008. Ha vinto il premio Arthur C. Clarke e il John W. Campbell Memorial. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1701 di “Urania”.

Roushana Maitland è un’anziana violinista che sta cercando di prendere una decisione molto importante. Mentre passeggia su una spiaggia vicina alla sua casa in Cornovaglia, trova un uomo nudo incosciente sulla sabbia. Dopo aver verificato che sia ancora vivo, lo porta a casa sua.

Quando l’uomo riprende conoscenza, Roushana scopre che lui soffre di amnesia. Lei cerca di aiutarlo a riprendersi ma non c’è nulla che possa fornirle qualche indizio sulla sua provenienza. Mentre cerca di capire qualcosa su di lui, gli racconta la storia della sua vita.

“La canzone del tempo” offre uno spaccato di un futuro che all’inizio della vita della protagonista è abbastanza prossimo da essere simile al presente. La tecnologia per creare una sorta di immortalità virtuale è l’elemento più fantascientifico ma non ci sono dettagli tecnici nelle relative descrizioni. Ciò perché questo romanzo usa quell’elemento per raccontare la storia dei personaggi e del mondo in una fantascienza decisamente umanistica.

In quel futuro, Roushana Maitland è una celebre violinista e questo per me è stato il problema principale. La musica è centrale nella storia, anche perché la protagonista sposa un pianista e direttore d’orchestra, ma ciò richiede una certa comprensione dell’argomento per apprezzarla pienamente. Ho dovuto cercare chi fosse Bartolomeo Giuseppe Antonio Guarneri per capire perché avere tra le mani un suo violino fosse così significativo per Roushana.

La storia tra Roushana e suo marito è l’altro problema perché si tratta di una classica storia d’amore tormentata, il tipo di melodramma che non suscita minimamente il mio interesse. La conseguenza è che quelli che dovrebbero essere colpi di scena importanti collegati alla coppia sono stati per me momenti non rilevanti.

Una parte del romanzo è collegata a eventi futuri. La protagonista non si trova in mezzo ad essi ma ne vede gli sviluppi in particolare attraverso i media, proprio come fanno le persone comuni. Nel caso di un evento importante riguardante l’India, la madre di Roushana, che è indiana, vi è coinvolta direttamente. Anche per quanto riguarda il terrorismo, a Roushana capita di vederne di persona alcune conseguenze.

In generale, gli avvenimenti importanti del futuro raccontato da Ian R. MacLeod sono simili a quelli del presente ma più gravi. Guerre, catastrofi naturali e terrorismo sembrano peggiorati nel tempo, al punto che è sorprendente vedere che la civiltà umana è sopravvissuta.

Dal punto di vista personale, Roushana Maitland passa attraverso episodi di discriminazione per la sua origine etnica “mista”. Le sue riflessioni legate al sentirsi presa tra due mondi sono tra le cose migliori del romanzo, anche perché legate agli altri elementi importanti. La ricerca della sua identità è significativa anche nel momento in cui deve decidere se sfruttare la tecnologia che le permetterebbe di passare a una sorta di vita virtuale.

I ricordi di Roushana Maitland, raccontati a un uomo che non ha ricordi, offrono una storia che scorre tra vita e morte. La rivisitazione della propria vita da parte di Roushana Maitland quando la sua fine naturale si sta approssimando è centrale in un romanzo dai toni davvero cupi per gli eventi che colpiscono un’umanità che sembra incapace di eliminare certi problemi. L’elemento personale e quello globale mi sono sembrati mescolati in modo equilibrato e il mio problema riguardo alla storia della protagonista è dovuto a gusti personali e conoscenze assai limitate di musica classica.

Ian R. MacLeod usa uno stile raffinato per scrivere “La canzone del tempo”, un altro dei motivi per cui può essere apprezzato anche da chi non legge fantascienza. La storia di Roushana Maitland ha elementi interessanti ma ci sono parti in cui la musica classica è centrale e mi hanno lasciato la sensazione di essermi perso qualcosa. Per questo motivo, credo che possa essere apprezzato soprattutto da chi può capire quelle parti.

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