Il sequenziamento del DNA di tre mammut mostra la complessa storia di questi animali

Ricostruzione artistica del mammut delle steppe (Immagine cortesia Beth Zaiken / Centre for Palaeogenetics)
Ricostruzione artistica del mammut delle steppe (Immagine cortesia Beth Zaiken / Centre for Palaeogenetics)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta il sequenziamento di frammenti di DNA di alcuni esemplari di mammut di età anche superiore al milione di anni. Un team di ricercatori ha utilizzato tecniche avanzate di paleogenetica per estrarre DNA da tre denti scoperti negli anni ’70 del XX secolo, uno di un mammut lanoso primitivo e due assegnati alla specie da cui è discesa, chiamata mammut delle steppe. Si tratta dei genomi più antichi finora sequenziati e indicano tra le altre cose che il mammut che abitava in Nord America durante l’ultima era glaciale era un ibrido tra il mammut lanoso e mammut appartenenti a una linea genetica finora sconosciuta. Queste scoperte offrono nuove informazioni sull’evoluzione dei mammut e del loro adattamento ai climi freddi.

Il mammut lanoso (Mammuthus primigenius) è la specie più celebre di mammut grazie al fatto che diversi esemplari sono giunti fino a noi in eccezionale stato di conservazione perché sono stati trovati congelati in Siberia. Tuttavia, la storia dei mammut è lunga e complessa, anche perché legata a quella degli elefanti, con cui in certi casi si sono incrociati. Il mammut delle steppe (Mammuthus trogontherii) è considerato l’antenato del mammut lanoso e la prima specie di mammut a essersi adattata a steppe e tundra per espandersi anche nel continente americano, dando origine anche al mammut colombiano (Mammuthus columbi).

Tecniche di datazione dei denti analizzati indicano che la loro età varia tra 700.000 e 1,2 milioni di anni, superiore a quella delle ossa da cui finora era stato possibile recuperare frammenti di DNA. Tuttavia, negli ultimi anni i progressi delle tecniche di sequenziamento hanno portato a una notevole crescita nel campo della paleogenetica, la disciplina che studia il DNA di specie estinte. In questo caso, si tratta di denti che si sono conservati molto bene prima di essere scoperti dal paleontologo russo Andrei Sher negli anni ’70 del XX secolo.

Il risultato di quest’analisi genetica ha portato al sequenziamento di 49 milioni di basi di DNA dal dente più antico, scoperto vicino al villaggio di Krestovka, 884 milioni di basi di DNA dal dente scoperto nell’area del fiume Adycha, e ben 3,7 miliardi di basi di DNA del dente meno antico, quello di mammut lanoso scoperto nell’area della città di Chukochya.

L’analisi del DNA recuperato ha fornito risultati davvero interessanti per quanto riguarda la storia di questi animali. I due denti più antichi sono stati attribuiti al mammut delle steppe ma mostrano parecchie differenze genetiche. Il dente di Adycha indica che l’esemplare apparteneva alla linea genetica che diede origine al mammut lanoso. Il dente di Krestovka indica che l’esemplare aveva alcune caratteristiche in comune con il mammut colombiano ma anche altre appartenenti a una linea genetica di mammut finora sconosciuta. Queso dente potrebbe avere addirittura 1,6 milioni di anni secondo un’analisi genomica.

La storia che emerge da questi denti è frammentaria ma sufficiente a mostrare che c’erano popolazioni geneticamente diverse di mammut che in certi casi si sono incrociate. In luoghi che sono molto freddi da lungo tempo come la Siberia è possibile scoprire ossa e denti molto antichi in cui ci sono ancora pezzi di DNA che è possibile sequenziare. Questo studio mostra che anche un dente può offrire informazioni preziose sulla storia di un intero gruppo di animali.

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