2020

Patrick George Troughton nacque il 25 marzo 1920 a Mill Hill, nel Middlesex, in Inghilterra. Dopo la fine della II Guerra Mondiale, Patrick Troughton tornò a lavorare come attore in teatro. Dopo un paio di anni cominciò a ottenere anche parti in produzioni televisive e cinematografiche. La sua carriera si sviluppò soprattutto in televisione e nel 1953 divenne il primo attore a interpretare Robin Hood in televisione in una miniserie della BBC. Nel corso degli anni ’50, si guadagnò una fama crescente partecipando a molte produzioni televisive.

Nel 1966 lo staff di produzione di “Doctor Who” era alle prese con il problema di scegliere se terminare la serie a causa dei problemi di salute dell’attore William Hartnell o provare a sostituirlo nel ruolo del Dottore. Patrick Troughton accettò di subentrare e interpretò il Secondo Dottore fino al 1969, quando lasciò la serie per il timore di rimanere identificato con quel ruolo.

Nascita del superuomo o Più che umano di Theodore Sturgeon

Il romanzo “Nascita del superuomo”, conosciuto anche come “Più che umano”, (“More Than Human”) di Theodore Sturgeon è stato pubblicato per la prima volta nel 1953. È il risultato dell’unione di un racconto scritto in precedenza con altre due parti scritte appositamente per ottenere il romanzo. Vinse l’International Fantasy Award. In Italia è stato pubblicato come “Nascita del superuomo” da Mondadori nel n. 62 di “Urania” nella traduzione di Bruna Del Bianco, dall’Editrice Nord nel n. 14 di “Cosmo Oro”, di nuovo da Mondadori all’interno del n. 23 de “I Massimi della Fantascienza” e nel n. 5 di “Urania Collezione” nella traduzione di Riccardo Valla e come “Più che umano” da Giano Editore in “Violadelpensiero” nella traduzione di Norman Gobetti.

La vita dell’idiota è sempre stata solitaria ma quando per caso incontra Evelyn Kew un contatto mentale tra i due crea un contatto umano come nessuno dei due aveva mai provato. Purtroppo il folle padre della ragazza aggredisce l’idiota ferendolo gravemente e, quando Evelyn cerca di fermarlo, la ferisce mortalmente. L’idiota viene soccorso dai Prodd, una coppia di contadini che si prende cura di lui e in qualche modo lo adotta.

Dopo diversi anni, la signora Prodd rimane incinta e l’idiota lascia la coppia per tornare a vivere per conto suo. L’incontro con Janie, una bambina telecinetica, e con le gemelle Bonnie e Beanie, capaci di teletrasportarsi, dà inizio a una sorta di simbiosi. L’idiota torna dai Prodd e scopre che il figlio che hanno avuto è affetto da sindrome di Down, eppure ha capacità mentali sovrumane che lo fanno diventare la mente di una gestalt.

Il dottor Daniel Field con una replica del cranio di Asteriornis maastrichtensis (Foto cortesia Università di Cambridge)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di un nuovo uccello primitivo che visse vicino alla fine del periodo Cretaceo, quasi 67 milioni di anni fa, vicino al confine tra gli odierni Belgio e Olanda. Un team di ricercatori guidati dall’Università di Cambridge ha sottoposto le ossa fossili di quello che è stato chiamato Asteriornis maastrichtensis a TAC ad alta risoluzione per crearne ricostruzioni tridimensionali. In particolare il cranio è uno tra quelli meglio preservati tra i fossili di uccelli. Le sue caratteristiche mettono assieme quelle delle moderne galline e anatre, suggerendo che si tratti di una specie molto vicina al loro ultimo antenato comune.

Jean-Luc Picard (Patrick Stewart) e 7 di 9 (Jeri Ryan) in Et in Arcadia Ego, Parte 1 (Immagine cortesia CBS All Access/ Amazon Prime Video)

“Et in Arcadia Ego, Parte 1” (“Et in Arcadia Ego, Part 1”) è il nono episodio della serie “Star Trek: Picard” e segue “A Pezzi”. È disponibile negli USA sulla piattaforma di streaming CBS All Access e in molte altre nazioni su Amazon Prime Video.

L’astronave La Sirena raggiunge il pianeta natale di Soji (Isa Briones), dove viene intercettata dall’astronave di Narek (Harry Treadaway) e successivamente raggiunta dal cubo Borg, riattivato da 7 di 9 (Jeri Ryan). Le difese del pianeta disabilitano tutte le astronavi, che vengono costrette all’atterraggio. Sul pianeta, emergono le prime verità sugli organismi sintetici.

Crano di Little Foot

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” riporta uno studio sulle caratteristiche del cranio dell’esemplare di Australopithecus soprannominato “Little Foot” che offre informazioni sulla vita di questa specie. Un team di ricercatori della Wits University guidato dalla dottoressa Amélie Beaudet ha esaminato una riproduzione tridimensionale del fossile generata sottoponendolo a una micro-TAC ad alta risoluzione. La presenza della prima vertebra cervicale ha un ruolo cruciale nella biologia dei vertebrati e quella di Little Foot è al suo posto offrendo informazioni sui movimenti della testa possibili per questa specie di Australopithecus, diversi da quelli possibili per gli umani moderni.