Rex tremendae maiestatis di Valerio Evangelisti

Rex tremendae maiestatis di Valerio Evangelisti
Rex tremendae maiestatis di Valerio Evangelisti

Il romanzo “Rex tremendae maiestatis” di Valerio Evangelisti è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 da Mondadori in “Strade Blu” e nel n. 1685 di “Urania”. Fa parte del Ciclo di Eymerich.

Ramòn de Tàrrega ha evitato il rogo grazie ad amicizie importanti ma è stato imprigionato in un convento di Barcellona. La sua detenzione dura finché non viene trovato impiccato ma quando l’inquisitore Nicolas Eymerich arriva per accertarsi personalmente di cosa sia successo, il cadavere scompare in circostanze misteriose. Poco dopo, arrivano segnalazioni di avvistamenti del presunto morto in Sicilia assieme a quelle che sembrano apparizioni soprannaturali.

La situazione politica in Sicilia è complessa e gli strani eventi potrebbero ulteriormente destabilizzarla. A Nicolas Eymerich interessa solo eliminare un eretico che era riuscito a salvarsi ma quando si reca nell’isola finisce invischiato nelle vicende politiche locali e gli sviluppi potrebbero avere ripercussioni su tutto il Mediterraneo. Come se non bastasse, l’inquisitore sembra perseguitato da presenze legate al suo passato.

“Rex tremendae maiestatis” doveva essere secondo i piani originali il romanzo conclusivo del ciclo di Nicolas Eymerich, in cui Valerio Evangelisti si è ispirato alla vera storia di un Inquisitore inserendovi elementi fantascientifici, collegati anche a trame ambientate nel futuro. Ogni romanzo ha una sua storia autonoma ma i riferimenti al passto sono diventati più numerosi e in particolare i frammenti di storia futura vanno a formare un quadro più ampio che richiede di averli letti tutti.

Personaggi ed eventi storici costituiscono fin dall’inizio di questo ciclo una base molto robusta sfruttata dall’autore, che ha scritto anche parecchi saggi storici prima di diventare famoso come romanziere grazie alle storie dell’inquisitore Nicolas Eymerich. Ciò è più vero che mai in “Rex tremendae maiestatis”, ambientato in buona parte in una Sicilia che nel XIV secolo era dilaniata dalle lotte di potere in cui in particolare i baroni si fanno la guerra tra di loro per disputarsi piccole fette di territorio. Insomma, anche all’epoca molti potenti avevano una visione miope con interessi meschini.

La storia della Sicilia si intreccia con una serie di eventi soprannaturali che costringono Nicolas Eymerich a lottare con tutte le forze contro quelle che ritiene essere forze demoniache. La costruzione della storia è quella ormai consolidata nel ciclo, con le indagini dell’inquisitore come parte fondamentale con tante conversazioni e interrogatori. Ciò significa che il ritmo è a volte lento, anche se inframmezzato da eventi anche molto intensi che possono riservare sorprese e colpi di scena.

Valerio Evangelisti non ha scritto i romanzi del ciclo seguendo cronologicamente gli eventi del suo personaggio. “Rex tremendae maiestatis” è stato scritto dopo “La luce di Orione” ma tra gli eventi di questi due romanzi ci sono quelli de “Il castello di Eymerich”.

Negli ultimi romanzi in ordine di scrittura, la parte della storia ambientata nel futuro si è ridotta notevolmente rispetto ai primi, dove c’era un forte intreccio tra passato e futuro. A me questo è dispiaciuto perché alla fine preferisco leggere un romanzo di fantascienza piuttosto che un horror di ambientazione medievale e perché, con questa scelta, la parte esplicitamente fantascientifica è diventata poco più che un frammento nel romanzo.

Rispetto alla struttura ormai collaudata nei romanzi del ciclo di Eymerich, in “Rex tremendae maiestatis” ci sono flashback dedicati all’infanzia dell’inquisitore. In parte essi aiutano a capire l’origine del suo fanatismo e della sua spietatezza ma in parte formano i primi collegamenti nella sua vita con Lilith, importante anche nelle altre parti del romanzo.

Personalmente, preferisco i primi romanzi del ciclo di Eymerich con la loro forte componente fantascientifica nelle sottotrame ambientate nel futuro, a parte questo “Rex tremendae maiestatis” mi sembra un buon finale per questo ciclo. In realtà, anni dopo, Valerio Evangelisti ha ripreso a scrivere romanzi dedicati a quest’inquisitore per la gioia dei fan.

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