Il pugno dell’uomo di Davide Del Popolo Riolo

Il pugno dell’uomo di Davide Del Popolo Riolo
Il pugno dell’uomo di Davide Del Popolo Riolo

Il romanzo “Il pugno dell’uomo” di Davide Del Popolo Riolo è stato pubblicato per la prima volta nel 2020 da Mondadori nel n. 1684 di “Urania”. Ha vinto il Premio Urania 2019.

Quando Alexandra prende in mano le redini della Famiglia Anderson-Brown dopo la morte di sua nonna e si candida alla carica di sindaca, ha tutte le intenzioni di fare del suo meglio nell’amministrazione della Città. La sua prima grande sfida arriva con una nuova malattia che inizialmente colpisce le Fosse, i bassifondi, ma pian piano si diffonde arrivando anche nelle Torri dei patrizi.

La Città è la Città è un motto passato di generazione in generazione da tempo immemorabile a rimarcarne l’immutabilità, ma assieme all’epidemia arriva Ian Derrick, un uomo che comincia la sua attività politica scagliandosi contro gli inumani, i membri delle tre specie che condividono la Città con gli umani. Liquidato inizialmente come un estremista irrilevante, la sua violenza verbale rappresenta solo l’inizio di ciò che ha in serbo.

Davide Del Popolo Riolo è uno scrittore che ha già una notevole esperienza, testimoniata anche da vari premi vinti nel corso degli anni prima di vedersi assegnato anche il Premio Urania. Quell’esperienza si nota fin dall’inizio de “Il pugno dell’uomo”, che già nel primo capitolo rivela una grande ricchezza con molteplici punti di vista che offrono una gran quantità di informazioni sulla Città, sulla sua popolazione e sul suo funzionamento. Molti dettagli sono sapientemente inseriti in modo da arricchire descrizioni e dialoghi senza appesantirli dando ai lettori il modo di capire rapidamente l’ambientazione.

Anche le voci narranti di vari personaggi contribuiscono notevolmente ad arricchire la storia offrendo i punti di vista di persone appartenenti a vari ceti sociali colpite in modi molto diversi dagli eventi del romanzo. La varietà esiste anche a livello stilistico dato che le parti relative alle varie voci sono narrate in prima, seconda o terza persona. Ciò non è solo un preziosismo stilistico ma contribuisce a dare un equilibrio tra alcune storie individuali e quella più vasta che va perfino oltre la Città.

Lo stile del romanzo accompagna la sostanza in una storia che usa vicende personali per raccontare problemi politici e sociali che colpiscono la Città. Sono eventi che riguardano un altro pianeta ma è il caso di storia che si ripete perché quella di un uomo che emerge come politico basandosi sulla xenofobia è fin troppo conosciuta sulla Terra. Il suo movimento politico, il Pugno dell’uomo, sconvolge la Città al punto che l’odio diventa una malattia più letale dell’epidemia.

La Città rimane al centro di tutte le vicende, una colonia multi-specie le cui origini si perdono nel mito con tradizioni consolidate da tempo immemorabile. L’uso del termine steampunk-vittoriano per descriverla è dato dal fatto che le tecnologie usate nella Città sono effettivamente affini a quelle tipiche di quel sottogenere. Tuttavia, la presenza di computer alimentati da macchine a vapore e personaggi cibridi con impianti cibernetici anch’essi alimentati a vapore rappresenta solo una parte di un quadro molto più ricco. In sostanza, si tratta di un caso nel quale le etichette sono limitanti.

“Il pugno dell’uomo” è un romanzo in cui Davide Del Popolo Riolo mescola elementi di vari sottogeneri ben amalgamati in una storia che riserva sorprese fino alla fine e lascia una serie di spunti di riflessione. Per questi motivi ne consiglio la lettura senza esitazione.

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