Il ban di TikTok e WeChat e la sorveglianza di massa

La home page del sito web di TikTok
La home page del sito web di TikTok

Il governo degli USA ha annunciato che i social TikTok e WeChat saranno banditi negli USA a partire dal 20 settembre. È un altro passo dell’amministrazione del presidente Donald Trump nello scontro con i social media cinesi, accusati di spiare i cittadini americani. In particolare, la situazione di TikTok è complicata perché nei giorni scorsi era arrivata la notizia di una partnership con Oracle che però non aveva soddisfatto la Casa Bianca, che pretende la vendita del social a un’azienda americana. Il Ministero del Commercio cinese ha accusato gli USA di bullismo. Dietro questo scontro c’è il problema del controllo delle attività degli utenti, il motivo per cui alcuni social americani sono banditi in Cina.

TikTok, conosciuto anche come Douyin, nato come musical.ly, è un social che permette di creare clip audio-video. WeChat è un social di chat testuali e vocali. Sono prodotti da sviluppatori cinesi ma ormai sono diffusi nel mondo. Sono stati dichiarati pericolosi per la sicurezza nazionale degli USA perché accusati di registrare l’attività degli utenti e di fornire i relativi dati al governo cinese. Per questo motivo, hanno avuto problemi anche in Russia e in India.

Lo scontro tra USA e Cina su TikTok e WeChat fa parte dello scontro più ampio sullo spionaggio e sulla sorveglianza di massa. Vari social media americani non sono certo migliori di quelli cinesi, al punto che alcuni sono banditi in Cina. Facebook è da anni al centro di controversie e scandali riguardanti l’uso e soprattutto l’abuso dei dati relativi all’attività degli utenti. Il caso più recente riguarda il presunto uso non autorizzato della webcam degli utenti da parte di Instagram, che probabilmente verrà discusso un in tribunale americano.

In sostanza, l’amministrazione Trump vorrebbe proteggere gli utenti americani ma solo perché in questo caso vengono controllati da social cinesi. Ora c’è il ban sullo scaricamento delle applicazioni TikTok e WeChat e un ultimatum che impone la vendita di TikTok entro il 12 novembre 2020 a un’azienda americana dato che la partnership con Oracle annunciata nei giorni scorsi lascia la proprietà a un’azienda cinese. Il governo cinese accusa quello americano di bullismo ma in questo momento è difficile stabilire quale tra le due nazioni sia peggiore dal punto di vista della sorveglianza di massa. Lo scontro continuerà ma di mezzo c’è tutto tranne che gli interessi degli utenti.

La home page del sito web di WeChat
La home page del sito web di WeChat

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *