Il cranio fossile di un embrione di titanosauro offre informazioni sullo sviluppo dei dinosauri sauropodi

Embrione fossile di sauropode
Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” riporta lo studio di un embrione fossile di titanosauro risalente a circa 80 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo, proveniente dall’Argentina. Un team di ricercatori guidato dal dottor Martin Kundrat ha usato sofisticate tecniche per studiarlo. L’uovo attorno ad esso è stato dissolto applicando con molta cautela un preparato acido e a quel punto l’embrione è stato sottoposto a una scansione alla European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) a Grenoble, in Francia, che ha permesso di crearne una riproduzione tridimensionale. L’esame offre nuove informazioni sullo sviluppo dei sauropodi, il grande gruppo di dinosauri erbivori, e in particolare del loro cranio, che indica che almeno i titanosauri avevano una visione stereoscopica e un corno come i rinoceronti che veniva perduto in età adulta.

L’embrione fossile oggetto di questo studio ha avuto una storia complicata perché l’uovo in cui era contenuto venne esportato illegalmente dall’Argentina dopo essere stato scoperto in un luogo sconosciuto della Patagonia. Si tratta dunque di un fossile che è arrivato nelle mani dei ricercatori per così dire per vie traverse dopo essere stato portato all’attenzione di Terry W. Manning, uno degli autori di questo studio.

Purtroppo solo il cranio e parte dell’uovo sono arrivati nelle mani dei ricercatori perciò non è stato possibile identificare la specie a cui appartiene. Le caratteristiche indicano che si trattasse di un titanosauro, il gruppo che include le specie più massicce tra i grandi dinosauri erbivori dal collo lungo e include gli iconici brontosauri. Embrioni di sauropodi, il grande gruppo di dinosauri erbivori che include anche i titanosauri, sono stati scoperti anche in Argentina ma il cranio oggetto di questo studio è in uno stato di conservazione decisamente superiore.

L’immagine (Cortesia Kundrat et al, tutti i diritti riservati) mostra sedimenti che riempiono l’uovo (A e B) e il cranio dell’embrione in una vista laterale (C).

La ricostruzione tridimensionale del cranio dell’embrione ha permesso di compiere un’analisi dettagliata delle sue caratteristiche. Una scoperta interessante è quella di tracce di un corno sul muso, simile a quello di un rinoceronte. In realtà, è possibile che fosse piccolo e fosse usato per spezzare l’uovo al momento della nascita, come oggi alcuni uccelli e rettili fanno usando un dente o una protuberanza craniale simile.

Questo studio ha mostrato l’importanza dell’embrione fossile con nuove informazioni sullo sviluppo dei sauropodi. Di conseguenza esso è stato consegnato al Museo Municipal “Carmen Funes” di Plaza Huincul, nella provincia di Neuquén, in Argentina, dove è stato regolarmente catalogato come MCF-PVPH-874. I fossili scoperti e trattati in modo legale e con le attenzioni appropriate offrono maggiori informazioni perché i paleontologi registrano anche le informazioni sull’ambiente in cui sono stati trovati, inclusa la presenza di altri fossili. In questo caso, è stato possibile ottenere informazioni solo tramite uno studio diretto.

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