Geni di antichi ominini sono stati passati ai Denisova e agli umani moderni attraverso vari incroci

Il modello delle popolazioni utilizzato nella ricerca
Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS Genetics” riporta uno studio genetico che mostra le tracce di vari incroci tra diverse specie di ominini. Melissa Hubisz ed Amy Williams della Cornell University e Adam Siepel del Cold Spring Harbor Laboratory hanno sviluppato un software di analisi genetica che è in grado di riconoscere parentele e lo hanno applicato a un gruppo di genomi che comprende due Neanderthal, un Denisova e due umani moderni africani. Il risultato è la prova che il 3% del DNA dei Neanderthal arrivò da antichi umani in un incrocio avvenuto tra 200.000 e 300.000 anni fa, l’1% del DNA del Denisova arrivò da una specie più antica, forse Homo erectus, e il 15% di quel DNA “superarcaico” potrebbe essere stato passato agli umani moderni.

La paleogenetica, l’applicazione di tecniche genetiche a specie estinte, sta offrendo informazioni sulla storia dell’umanità che ne rivelano la complessità. Ogni nuovo successo nel sequenziamento, anche parziale, del DNA di un Neanderthal o un Denisova e il loro confronto con i genomi degli umani moderni porta nuove prove degli incroci avvenuti tra le varie specie. Questi ominini sono considerati specie separate ma le analisi genetiche mostrano senza ombra di dubbio che erano compatibili geneticamente, tanto che gli umani moderni sono in gran parte il risultato di tali incroci.

Questa ricerca mostra le tracce genetiche di alcuni di questi incroci tra specie, compreso quello con una specie ignota. Potrebbe trattarsi dell’Homo erectus ma siccome non abbiamo nessun osso di individui di questa specie conservato al punto da avere ancora DNA da sequenziare i genetisti non hanno modo di verificarlo. Potrebbe essere la stessa specie individuata in un’altra ricerca genetica i cui risultati sono stati pubblicati nel febbraio 2020 sulla rivista “Science Advances”.

I ricercatori hanno sviluppato un algoritmo chiamato ARGweaver-D per analizzare i genomi di individui appartenenti a diverse specie di ominini. L’hanno applicato a un gruppo di genomi che comprende due Neanderthal, un Denisova e due umani moderni africani con risultati davvero interessanti perché indicano tracce genetiche di migrazioni sconosciute.

L’immagine (Cortesia Hubisz et al. https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1008895.g003) illustra il modello delle popolazioni utilizzato nella ricerca. Le dimensioni delle popolazioni sono stimate tra parentesi. Alla base ci sono gli scimpanzè come riferimento, i superarcaici, i Denisova, i Neanderthal e gli umani moderni. Nel grafico sono indicati antichi umani e generiche popolazioni di ominini.

Geni di Neanderthal sono diffusi tra gli umani moderni, in particolare tra gli europei, ma questa ricerca ha mostrato che anche i Neanderthal avevano ereditato geni da antichi umani tra 200.000 e 300.000 anni fa. Ciò suggerisce che vi fu una migrazione già di una popolazione di Homo sapiens primordiali di cui è rimasta solo questa traccia genetica.

Quella che forse è la scoperta più intrigante è la presenza nel DNA del Denisova di geni di un’altra specie di ominini definita superarcaica. La divergenza tra quelle due specie potrebbe essere avvenuta circa un milione di anni fa ma è una stima approssimativa. L’1% del DNA del Denisova è costituito da geni ereditati da questa specie, che rimane ignota anche se Homo erectus è il principale sospetto. Un ulteriore incrocio, tra Denisova e Homo sapiens, ha determinato il passaggio di alcuni geni di superarcaico negli umani moderni.

La quantità limitata di genomi di Denisova disponibili rendono difficile valutare con buona approssimazione la quantità di geni che hanno ereditato dai superarcaici e che hanno successivamente passato agli Homo sapiens. Secondo i ricercatori, potrebbe essere possibile identificare altri geni di quella specie applicando ARGweaver-D a un gruppo di 161 genomi di nativi dell’Oceania, umani moderni che hanno ereditato geni dai Denisova.

In attesa di nuovi dettagli, viene confermata per l’ennesima volta la complessa storia dell’umanità. È una storia fatta di migrazioni e incroci tra varie popolazioni che mostra sempre di più che il concetto di essere umano è più ampio di quanto pensassimo solo pochi decenni fa.

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