Avorio: Una leggenda del passato e del futuro di Mike Resnick

Avorio: Una leggenda del passato e del futuro di Mike Resnick (edizione americana)
Avorio: Una leggenda del passato e del futuro di Mike Resnick (edizione americana)

Il romanzo “Avorio: Una leggenda del passato e del futuro” (“Ivory: A Legend of Past and Future”) di Mike Resnick è stato pubblicato per la prima volta nel 1988. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1681 di “Urania” nella traduzione di Beppe Roncari.

Duncan Rojas è un esperto di manufatti storici rari che lavora per un’azienda multiplanetaria che pubblica guide sull’argomento. La sua esperienza lo porta a cercare manufatti perduti e autenticare quelli che vengono trovati ma anche per i suoi standard la richiesta di Bukoba Mandaka è fuori dal normale. Quello che si definisce l’ultimo dei Masai gli chiede di trovate le zanne dell’Elefante del Kilimangiaro, le cui tracce sono andate perdute millenni prima.

Per trovare quel trofeo unico, Duncan Rojas comincia a esaminare tutti gli archivi interplanetari disponibili. Pian piano, riesce a ricostruire la storia delle zanne e allo stesso tempo si rende conto di quanto fossero legate ai Masai. Bukoba Mandaka promette di spiegargli i motivi per cui vuole assolutamente mettere le mani sulle zanne solo dopo che le avrà trovate.

Nel corso della sua carriera, Mike Resnick ha scritto molte storie legate in vari modi all’Africa. Quelle ambientate nell’universo narrativo che include la maggior parte di esse sono spesso allegoriche, invece “Avorio: Una leggenda del passato e del futuro” ha radici nell’Africa storica dato che al centro della storia c’è un trofeo di caccia, cioè le zanne dell’Elefante del Kilimangiaro. Molti anni dopo l’uccisione di quell’elefante, il proprietario delle zanne le perde giocando a carte. Millenni dopo, l’ultimo dei Masai vuole ritrovarle a tutti i costi.

La ricerca delle zanne da parte di Duncan Rojas comincia nell’anno 6303 E.G. ma il romanzo è in realtà un insieme di racconti ambientati in varie epoche. I protagonisti sono i vari proprietari delle zanne nel corso dei millenni andando indietro fino alla storia della caccia all’Elefante del Kilimangiaro. Sono storie di persone che partono dall’Africa coloniale e post-coloniale per continuare su altri pianeti arrivando all’epoca in cui la Terra è un pianeta desolato e disabitato.

Le varie storie hanno come protagoniste persone molto diverse che hanno preso possesso delle zanne in circostanze anch’esse molto diverse. Alla fine, le zanne sono un cosiddetto McGuffin, un oggetto usato per far procedere la trama. In questo caso c’è un insieme di trame che include la progressiva rivelazione della connessione con i Masai e dei motivi per cui Bukoba Mandaka vuole avere le zanne a tutti i costi.

Il risultato mette assieme i diversi stili usati da Mike Resnick nelle sue opere. Nel corso della sua carriera, quest’autore ha scritto storie che vanno dalla space opera avventurosa ma a volte piuttosto superficiale ad altre storie ben più profonde, spesso legate all’Africa. “Avorio: Una leggenda del passato e del futuro” mette assieme tutto ciò in un romanzo che attraversa spazio e tempo.

Il ritmo è rapido anche se non sempre c’è molta azione perché deve esserci spazio per tutte le storie in un libro non molto lungo. C’è un’abbondanza di dialoghi ma Mike Resnick riesce a gestirli in modo che non rallentino il ritmo e li sfrutta per caratterizzare i personaggi, soprattutto per quanto riguarda le loro emozioni. Tutto ciò aggiunge forza al romanzo ed evita che la divisione in racconti diventi un peso. Al contrario, i racconti vengono ben sfruttati anche per costruire la parte finale del romanzo con un crescendo di intensità.

Mettendo le parti più avventurose di “Avorio: Una leggenda del passato e del futuro” al servizio di quelle più profonde, Mike Resnick è riuscito a costruire un romanzo che alla fine lascia una serie di spunti di riflessione. Per questo motivo, lo considero tra i migliori di quest’autore e ne consiglio la lettura.

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