La porta sull’estate di Robert A. Heinlein

La porta sull'estate di Robert A. Heinlein
La porta sull’estate di Robert A. Heinlein

Il romanzo “La porta sull’estate” (“The Door into Summer”) di Robert A. Heinlein è stato pubblicato per la prima volta nel 1956 a puntate sulla rivista “The Magazine of Fantasy & Science Fiction” e nel 1957 come libro. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 197 e 494 di “Urania”, all’interno del Millemondiestate 1975 e nel n. 64 dei “Classici Urania” nella traduzione di Beata Della Frattina e nel n. 210 di “Urania Collezione” (no ebook!) nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Daniel Boone Davis si è dato agli alcolici dopo che il suo socio e la sua fidanzata l’hanno estromesso con l’inganno dalla società in cui sviluppava elettrodomestici robot. Decide di farsi ibernare per essere risvegliato dopo trent’anni assieme al suo gatto Pete per poter ricominciare in un futuro che spera essere migliore ma non ha ancora chiuso i conti con il 1970.

Quando va alla sede della società di cui ormai non fa più parte nella speranza di un chiarimento, Daniel Boone Davis finisce per peggiorare la sua situazione e viene sottoposto a ibernazione. Si risveglia nell’anno 2000 e deve cercare di sistemare la sua situazione ma quando comincia a cercare informazioni su ciò che è successo negli anni in cui era ibernato comincia a scoprire cose strane.

Robert A. Heinlein era un gattaro e trovò ispirazione un giorno in cui il suo gatto non sembrava decidersi se volesse uscire di casa o meno e sua moglie Virginia commentò che stava cercando la porta sull’estate. In un’intervista, dichiarò che dopo quell’episodio cominciò a scrivere il romanzo “La porta sull’estate”, che terminò in soli 13 giorni.

In questo romanzo, il gatto Pete è a tutti gli effetti un protagonista, non solo come interlocutore per Dan ma in alcuni momenti anche per il suo ruolo nella trama. Tra le altre cose, Dan si fida del giudizio di Pete sugli esseri umani che incontra. Pete ha “approvato” Frederica “Ricky” Virginia Gentry, la figliastra di Miles Gentry, l’ex socio di Dan. La relazione tra Dan e Ricky è bizzarra considerando che all’inizio del romanzo lui ha 30 anni e lei, che è modellata sulla moglie dell’autore, ne ha 12, anche se nulla di sconveniente succede tra i due nel 1970.

Dan è modellato in vari modi su Robert A. Heinlein stesso essendo un ingegnere con uno spiccato individualismo. Leale nei confronti del suo socio, pensa di aver trovato la donna dei suoi sogni in Belle Darkin salvo scoprire che i due l’hanno estromesso con l’inganno dalla società di cui fa parte per poterla vendere. Partendo da ciò che c’è attorno a quella società, il romanzo offre qualche idea su come il 1970 e il 2000 potevano essere visti negli anni ’50.

Il futuro raccontato nel romanzo arriva dopo una guerra atomica, seppur limitata, dopo la quale gli USA si sono ripresi almeno dal punto di vista economico nonostante la distruzione di varie città. La conseguenza è che certe tecnologie come robotica e ibernazione vengono sviluppate al punto da essere disponibili nel 1970. D’altra parte, la guerra ha lasciato alcuni problemi sociali con i rifugiati provenienti dalle aree colpite dalle atomiche nemiche.

Dan, un ex militare, si è dato da fare nella società di cui fa parte che produce aspirapolvere robot ma all’inizio del romanzo Dan stava progettando un nuovo robot ancor più sofisticato. La robotica e altri sviluppi tecnico-scientifici costituiscono una parte fondamentale de “La porta sull’estate” anche se le spiegazioni relative ad essi sono abbastanza limitate. Robert A. Heinlein le usa molto bene per sviluppare i vari elementi della trama, senza che troppe spiegazioni la appesantiscano.

La grande forza del romanzo sta nella costruzione di una trama in cui Dan sembra perduto nel 2000, in quell’anno fa scoperte che gli sembrano senza senso ma pian piano comincia a capire che c’è una ragione per tutto. Andando verso il finale si vede progressivamente la coerenza complessiva della storia.

“La porta sull’estate” non è celebre quanto altri romanzi di Robert A. Heinlein ma mescola in modo ingegnoso elementi tipici di quest’autore. Per questo motivo gode comunque di un’elevata considerazione nonostante la sua età e ne consiglio la lettura.

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