Le tracce più antiche di un apparato digerente scoperte in fossili di cloudinidi

Fossili di cloudinidi
Fossili di cloudinidi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta uno studio di fossili di organismi appartenenti al gruppo dei cloudinidi che mostrano le tracce più antiche di un apparato digerente. Un team di ricercatori guidato dal paleobiologo James Schiffbauer dell’Università del Missouri ha sottoposto fossili scoperti nel Nevada risalenti a circa 550 milioni di anni fa a una micro-TAC che ha permesso di ricrearne un’immagine tridimensionale grazie alla quale è stato possibile esaminarne l’interno. Tra le strutture anatomiche c’è anche un primitivo apparato digerente, una scoperta che aiuta a capire qualcosa di più delle parentele tra i grandi gruppi di animali odierni.

I cloudinidi, organismi che fanno parte di una famiglia tassonomica che include i generi Cloudina, Acuticocloudina e Conotubus, vissero tra il periodo Ediacarano e il Cambriano. Questi piccolissimi esseri con una lunghezza che poteva raggiungere i 15 millimetri, erano composti da strutture coniche infilate l’una nell’altra formando un corpo che forse era flessibile. L’aspetto complessivo di queste creature rimane sconosciuto e non è chiaro quanto i fossili conosciuti siano rappresentativi di quell’aspetto, nonostante siano stati trovati in tutto il mondo. Essi non sono associati alla cosiddetta fauna di Ediacara esistente in quel periodo, con organismi di forme stranissime, ma anche la classificazione dei cloudinidi è oggetto di discussione.

A differenza degli strani organismi della fauna di Ediacara, di cui a volte i paleontologi non sanno se siano animali, piante o altro, i cloudinidi sono normalmente considerati animali e le discussioni iniziano quando si comincia a parlare di parentele con i grandi gruppi tassonomici. In generale, un processo chiamato piritizzazione preservava i loro tessuti molli dopo la morte crandone un calco fossile. Tuttavia, in Nevada sono stati scoperti fossili in cui la pirite non ha riempito il tubo interno di questi organismi permettendo di vedere i tessuti molli interni.

Approfittando di questa peculiarità di cloudinidi fossili datati tra 539 e 550 milioni di anni fa, il team guidato da James Schiffbauer li ha sottoposti a micro-TAC, un esame non invasivo derivato dalla normale TAC medica che ha il vantaggio di poter irradiare i fossili ben più dei pazienti umani. Si tratta di un tipo di esame usato in modo crescente nel campo della paleontologia perché permette di ottenere riproduzioni tridimensionali degli organismi esaminati senza danneggiarli. Quelle riproduzioni offrono la possibilità di studiare anche i dettagli interni degli organismi che a volte sarebbero impossibili da vedere senza distruggere i fossili.

L’immagine in alto (Cortesia James Schiffbauer et al.) mostra alcuni fossili di cloudinidi scoperti nel Nevada. L’immagine in basso (Cortesia James Schiffbauer et al.) mostra una riproduzione tridimensionale di un fossile di 550 milioni di anni fa con la struttura tubolare a sinistra in rosso e l’apparato digerente interno color oro, a sinistra all’interno della struttura e a destra isolata.

Un articolo pubblicato nel settembre 2017 sulla rivista “PLOS ONE” descriveva una ricerca su trilobiti primitivi con la scoperta del più antico sistema digerente consistente sia di ghiandole digerenti che di un gozzo. L’apparato scoperto nei fossili di cloudinidi era probabilmente molto più elementare perciò la parentela con gli artropodi è tutta da valutare. I ricercatori ipotizzano che i cloudinidi potessero far parte del phylum degli anellidi (Annelida) ma potremmo essere lontani da una classificazione definitiva. È comunque un passo avanti compiuto con l’aiuto di tecnologie moderne.

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