The Terror: Infamy – Taizo

Yuko Tanabe (Kiki Sukezane) in Taizo (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)
Yuko Tanabe (Kiki Sukezane) in Taizo (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)

“Taizo” (“Taizo”) è il sesto episodio della seconda stagione della serie “The Terror”, che è stata chiamata “The Terror: Infamy”, e segue “Frantumarsi come una perla“. È trasmessa negli USA da AMC Studios e in altre nazioni su Amazon Prime Video.

Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “Taizo”.

1919. Yuko Tanabe (Kiki Sukezane) arriva negli USA per sposare Hideo Furuya (Eiji Inoue) in un matrimonio combinato ma deve confessargli di essere incinta. A quel punto lui la caccia, costringendola a vivere sulla strada, dove riesce malapena a sopravvivere. Quando decide di farla finita, l’incontro con una donna misteriosa (Natsuki Kunimoto) cambia tutto.

Dopo cinque episodi in cui lo spirito, che sia uno yurei o un bakemono, ha manifestato comportamenti che a volte sembravano contraddittori, in “Taizo” finalmente viene rivelata la storia di Yuko Tanabe all’origine degli eventi soprannaturali di oltre vent’anni dopo. Infatti, la maggior parte dell’episodio serve a raccontare ciò che serve a capire le motivazioni dietro quegli eventi.

Forse la scelta migliore sarebbe stata usare l’intero episodio per la storia di Yuko in modo da darle ulteriore profondità. Gli elementi importanti vengono mostrati tra colpi di scena e rivelazioni ma pochi sono davvero sorprendenti. Avrei preferito un ritmo più lento che fornisse altri dettagli e permettesse di apprezzare al meglio questa parte della storia.

La parte ambientata nella casa in cui Yuko trascorre del tempo con la donna misteriosa incontrata sul ponte è molto bella dal punto di vista visivo ma probabilmente è necessario avere una buona conoscenza della cultura giapponese per comprenderne la simbologia dei vari elementi.

Un’ulteriore difficoltà è stata data dal fatto che le due donne conversavano solo in giapponese costringendomi a leggere i sottotitoli, i quali causano comunque una leggera distrazione. Un ritmo più lento sarebbe stato utile, aggiungendo anche solo qualche minuto in più per permettere agli spettatori di vedere i dettagli della casa e del suo giardino. Tuttavia, in questa stagione la lunghezza degli episodi sembra rigida dato che solo il primo ha superato i 42-43 minuti.

A essere pedanti, la storia di Yuko comprendeva abbastanza materiale per farci un film horror di alto livello. All’interno di “The Terror: Infamy” ciò avrebbe voluto dire usare due episodi completi per svilupparla in modo esauriente e magari trovando qualche modo per rendere i colpi di scena sorprendenti. Guardando l’episodio, l’impressione è che l’intento fosse quello di fornire le informazioni necessarie a capire le motivazioni di Yuko ma nulla più. Ha senso da un punto di vista pratico ma in una stagione con episodi che finora hanno mostrato sempre qualcosa di nuovo forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più.

La conseguenza delle scelte di produzione è che l’ultima parte di “Taizo” è ambientata nel 1943. Essa torna a essere incentrata su Chester Nakayama (Derek Mio) e anche in questo caso il ritmo è davvero elevato, lasciando ben poco tempo per riflessioni e approfondimenti. Per me è un altro motivo per cui sarebbe stato meglio lasciare questa parte per il prossimo episodio. Quella scelta avrebbe anche permesso di dare maggior spessore ai conflitti tra i personaggi.

Per le sue caratteristiche, “Taizo” mi ha dato sensazioni ambivalenti, per certi versi una somma di quelle che mi ha dato finora “The Terror: Infamy”. Tutto sommato è un altro buon episodio ed è cruciale per spiegare tutta la parte soprannaturali. Il problema è che mi dà ancora l’impressione che manchi qualcosa.



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