Un pacifico matrimonio di Doris Lessing

Un pacifico matrimonio di Doris Lessing
Un pacifico matrimonio di Doris Lessing

Il romanzo “Un pacifico matrimonio” (“The Marriages Between Zones Three, Four and Five”) di Doris Lessing è stato pubblicato per la prima volta nel 1980. È il secondo romanzo del ciclo Canopus in Argos: Archivi e segue “Shikasta“. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Eleonora Federici.

I Tutori hanno deciso che Al-Ith, la regina della Zona Tre, deve sposare Ben-Ata, il re della Zona Quattro come soluzione al problema del crollo della fecondità nelle due Zone sia degli umani che degli animali. I due sovrani incarnano le caratteristiche praticamente opposte delle loro Zone d’origine e il loro rapporto, che nessuno dei due voleva, è complicato fin dall’inizio.

Inizialmente, ognuno dei due sposi è sconcertato da caratteristiche dell’altro che trova incomprensibili eppure il contatto tra i due dà inizio a un cambiamento in loro che porta anche a una miglior comprensione reciproca. I loro percorsi rimangono personali mentre i Tutori hanno i loro piani che coinvolgono anche la Zona Cinque.

In “Shikasta”, Doris Lessing aveva presentato la storia di un pianeta che era un’allegoria sempre più trasparente della Terra. L’autrice aveva preso ispirazioni in vari argomenti legati a spiritualità e misticismo che aveva studiato e aveva usato livelli di coscienza presi dal sufismo per creare delle Zone su Shikasta. Questo concetto diventa centrale in “Un pacifico matrimonio”, in cui la storia è concentrata in un periodo relativamente breve, a differenza del primo romanzo, che abbracciava l’intera storia dell’umanità.

“Shikasta” e “Un pacifico matrimonio” possono essere letti in modo indipendente perché l’autrice era partita con l’idea di scrivere solo il primo per poi avere altre idee che si legavano ad esso nell’ambientazione ma da raccontare in una trama autonoma con altri personaggi.

“Un pacifico matrimonio” è classificato come fantascienza ma Doris Lessing interpretò questo genere in maniera molto personale inserendo nei romanzi del ciclo Canopus in Argos elementi di altri generi mescolati in vari modi. In questo secondo romanzo l’ambientazione è per certi versi fiabesca, una sensazione rafforzata dal fatto che l’epoca in cui è ambientata la storia è imprecisata. Si tratta di una fiaba decisamente per adulti con un’allegoria complessa e a volte Doris Lessing è cruda nel raccontarla.

Il tema di fondo del conflitto tra i sessi non è certo nuovo ma l’autrice lo sviluppa all’interno dell’universo narrativo di Shikasta. Le Zone, con la loro valenza spirituale, costituiscono una prima chiave di interpretazione. In “Un pacifico matrimonio” Doris Lessing aggiunse anche una componente femminista e anche in questo caso la interpretò in modo personale tutt’altro che banale.

La Zona Tre è quella che può essere definita un’utopia matriarcale ma l’autrice non la idealizza in maniera cieca. La stagnazione che spinge i Tutori, i misteriosi governanti delle Zone, a ordinare il matrimonio tra Al-Ith, la regina della Zona Tre, e Ben-Ata, il re della Zona Quattro, ha colpito anche la Zona Tre.

L’incontro tra i due protagonisti cambia entrambi con una serie di conseguenze che nel corso del romanzo coinvolgono anche la Zona Cinque. La loro conoscenza reciproca e i cambiamenti che avvengono in Al-Ith e Ben-Ata nel tempo che vivono assieme offrono una serie di spunti di riflessione, anche su maternità e paternità.

In alcuni casi alcune considerazioni vengono offerte in modo esplicito dai Cronisti che narrano la storia per lo più in terza persona passando occasionalmente alla prima persona (il sottotitolo originale del romanzo è “As Narrated by the Chroniclers of Zone Three” proprio riferendosi a essi).

La trama di “Un pacifico matrimonio” è lineare e anni dopo la sua pubblicazione è stata adattata in un’opera di cui Doris Lessing ha scritto il libretto e il compositore Philip Glass la musica. La semplicità superficiale nasconde una complessità di contenuti su cui il lettore può riflettere. È un romanzo molto diverso da “Shikasta” e potrebbe piacere a chi è interessato specificamente ai temi in esso sviluppati.

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