Gentleman Jole and the Red Queen di Lois McMaster Bujold

Gentleman Jole and the Red Queen di Lois McMaster Bujold
Gentleman Jole and the Red Queen di Lois McMaster Bujold

Il romanzo “Gentleman Jole and the Red Queen” di Lois McMaster Bujold è stato pubblicato per la prima volta nel 2016. Fa parte della saga dei Vorkosigan. È inedito in Italia.

Cordelia Vorkosigan intende lasciare il suo ruolo di Viceregina di Sergyar per allevare i figli che vuole avere tramite fertilizzazione in vitro e gestazioni automatizzate in seguito all’uso del materiale genetico del suo defunto marito Aral.

Nel portare avanti il suo progetto, Cordelia Vorkosigan coinvolge anche l’ammiraglio Oliver Jole, che per anni è stato l’amante di suo marito Aral. C’è la possibilità di unire il materiale genetico dei due uomini per poter far nascere bambini figli di entrambi.

“Gentleman Jole and the Red Queen” è, almeno per ora, l’ultimo romanzo della saga dei Vorkosigan, che attraversa decenni di storia dei primi protagonisti, Aral Vorkosigan e sua moglie Cordelia. Comincia circa tre anni dopo la morte di Aral e Lois McMaster Bujold inserisce quello che in gergo viene chiamato retcon, un’informazione che in questo caso è fondamentale per vedere la storia personale di Aral e Cordelia in modo decisamente diverso. La bisessualità di Aral era stata accennata e Oliver Jole era apparso in alcune opere precedenti della saga ma in questo romanzo viene rivelato che non solo Oliver era l’amante di Aral ma era il terzo elemento nel matrimonio tra Aral e Cordelia.

Un retcon del genere, soprattutto dopo tanti romanzi e anche tanti racconti nella saga, inevitabilmente ha un impatto anche sulla percezione dei protagonisti da parte dei lettori, con conseguenze sulle loro reazioni. Per qualcuno può trattarsi di una rivelazione che aggiunge una nuova dimensione alla storia di quei personaggi, per altri può essere solo una trovata di Lois McMaster Bujold per avere abbastanza materiale per un altro romanzo. È davvero molto soggettivo e la decisione di leggere “Gentleman Jole and the Red Queen” e in caso positivo l’opinione su di esso è individuale.

Personalmente, ero rimasto perplesso scoprendo che “Gentleman Jole and the Red Queen” era basato pesantemente sul sopraccitato retcon ma alla fine ho deciso di provare comunque a leggerlo. Fin dall’inizio del romanzo è chiaro che si tratta della storia di due persone che stanno ancora cercando di superare la perdita di Aral Vorkosigan e di trovare un nuovo equilibrio nel rapporto tra loro due dato che Aral era il centro della loro storia a tre. C’è un importante elemento romantico ma riguarda due persone ormai mature, non è certo una storia tra adolescenti, e c’è molto altro perché riguarda anche la scelta di maternità e paternità.

Uno dei temi della saga dei Vorkosigan sviluppato spesso nelle opere in cui Cordelia è protagonista è il contrasto tra l’Impero di Barrayar, che inizialmente è arretrato tecnologicamente e culturalmente, e Colonia Beta, più avanzata da tutti i punti di vista. Anche grazie a Cordelia, la situazione su Barrayar è cambiata notevolmente dai tempi in cui c’era il terrore dei mutanti e i bambini che mostravano segni di mutazioni venivano uccisi. Cordelia può pensare di avere altri figli da Aral grazie a tecnologie importate da Colonia Beta e offrire la stessa possibilità a Oliver Jole senza timori.

In un romanzo in cui la famiglia è centrale, non può mancare la presenza di Miles Vorkosigan, un personaggio che ha perso l’esuberanza degli anni della sua giovinezza e a sua volta cerca di godersi la sua famiglia. Tutto sommato la sua è un’apparizione piuttosto breve ma dà un’ulteriore dimensione a questi temi.

In diversi modi “Gentleman Jole and the Red Queen” potrebbe dare una conclusione all’intera saga dei Vorkosigan o almeno alla storia di Cordelia ma proprio per quello è pieno di ricordi di eventi passati, a cominciare dal suo incontro con Aral proprio sul pianeta Sergyar. I vari romanzi e racconti della saga contengono storie autoconclusive ma i collegamenti interni sono tanti e per questo motivo leggere questo romanzo può avere un maggior impatto su chi ha già letto quelli precedenti. C’è un certo fattore nostalgia e quando Cordelia ricordava eventi di quarant’anni prima io ricordavo di averli letti negli anni ’90.

“Gentleman Jole and the Red Queen” è un romanzo anomalo per tanti versi dato che non ci sono veri conflitti tra i personaggi, i quali prendono decisioni importanti senza clamori. La conseguenza è che il ritmo è tipicamente tranquillo con solo alcuni eventi improvvisi. È un’opera che sembra dare una conclusione a una saga ma contiene una scoperta importante sui cetagandani che potrebbe avere ramificazioni importanti da raccontare in altri romanzi.

Temevo che “Gentleman Jole and the Red Queen” fosse molto peggio nonostante abbia caratteristiche che generalmente non mi piacciono. Lois McMaster Bujold è sempre brava perciò secondo me vale la pena di leggerlo per i fan della saga dei Vorkosigan.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *