La luce di Orione di Valerio Evangelisti

La luce di Orione di Valerio Evangelisti
La luce di Orione di Valerio Evangelisti

Il romanzo “La luce di Orione” di Valerio Evangelisti è stato pubblicato per la prima volta nel 2007 da Mondadori in “Strade Blu” e nel n. 1669 di “Urania”. Fa parte del Ciclo di Eymerich.

Nel corso della sua opera come Inquisitore, Nicolas Eymerich si è fatto molti nemici anche tra quelli che dovrebbero essere i suoi alleati e la conseguenza è che viene rimosso dal suo incarico. L’incontro con Francesco Petrarca lo convince della tolleranza nei confronti di quelle che considera eresie perché l’opera del poeta ha ispirato un dipinto pieno di simbolismi pagani legati alle figure di Nimrod e di Orione.

Nicolas Eymerich si convince che deve partecipare alla nuova crociata lanciata da Amedeo di Savoia e fa letteralmente carte false per trovare posto nella spedizione. A Costantinopoli dovrà affrontare una seria minaccia mentre nel futuro il professor Frullifer continua il suo esperimento per far esplodere Betelgeuse in una supernova e in una lunghissima guerra combattono anche creature mostruose.

“La luce di Orione” fa parte del ciclo di Nicolas Eymerich, in cui Valerio Evangelisti si è ispirato alla vera storia di un Inquisitore inserendovi elementi fantascientifici, collegati anche a trame ambientate nel futuro. La parte principale ambientata nel XIV secolo contiene elementi che i personaggi interpretano come soprannaturali ma si può applicare la legge di Clarke che afferma che qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. Le parti ambientate nel futuro aiutano il lettore a capire le basi più o meno scientifiche dei fenomeni descritti.

I vari romanzi di questa serie raccontano avventure dell’Inquisitore Nicolas Eymerich che sono autonome anche se contengono vari riferimenti a eventi precedenti. Le parti ambientate nel futuro sono quelle che hanno le maggiori interconnessioni e richiedono di aver letto quelle presenti nei romanzi precedenti per capire la situazione geopolitica, le tecnologie e alcuni personaggi ricorrenti come il professor Frullifer.

Valerio Evangelisti ha scritto anche parecchi saggi storici prima di diventare celebre come romanziere con il ciclo di Nicolas Eymerich e ha sfruttato quell’esperienza per dare una cornice storica molto robusta alle storie di questo Inquisitore. L’autore utilizza personaggi ed eventi storici come basi su cui inserire le vicende del protagonista nella sua feroce difesa dell’ortodossia cattolica.

Nel corso del suo viaggio verso una Costantinopoli in piena decadenza e soprattutto dopo averla raggiunta, Nicolas Eymerich deve affrontare quelli che a un uomo medievale appaiono come orrori soprannaturali e ne “La luce di Orione” ci sono più che mai connotazioni da storia horror.

Le indagini di Nicolas Eymerich costituiscono una parte fondamentale delle sue avventure perciò le sue conversazioni e in alcuni casi gli interrogatori sono una costante. Ci sono momenti d’azione anche concitata, soprese e colpi di scena che almeno in certi casi aumentano il ritmo della narrazione ma questo romanzo segue in particolare il filo delle intuizioni e delle deduzioni del protagonista che lo convincono a unirsi alla crociata e a intervenire in vari eventi.

Il ciclo di Nicolas Eymerich era inizialmente originale nella costruzione di storie che mettevano assieme vicende medievali e future apparentemente scollegate ma sinceramente a un certo punto ho cominciato a trovarlo un po’ troppo formulaico. “La luce di Orione” sembra reggersi più che mai sulla cornice storica, che mi sembra ancor più dettagliata rispetto ai romanzi precedenti.

A soffrire sono in particolare le vicende future, con due sottotrame ridotte a uno spazio minimo, tanto per dare un senso fantascientifico alla trama principale. La conseguenza è che sono poco più che frammenti che hanno un senso limitato se non vengono collegati alla storia futura costruita nei romanzi precedenti.

Complessivamente, “La luce di Orione” mi è parso riuscito solo in parte in un ciclo che era arrivato a un punto in cui era difficile continuare con freschezza. Valerio Evangelisti è un autore molto esperto ma questo romanzo mi pare adatto solo ai fan del ciclo di Nicolas Eymerich.

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