Doctor Who – The Creature from the Pit

Doctor Who - The Creature from the Pit
Doctor Who – The Creature from the Pit

“The Creature from the Pit” è un’avventura della diciassettesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1979. Segue “City of Death” ed è composta da quattro parti, scritta da David Fisher e diretta da Christopher Barry.

La storia

Dopo aver intercettato un segnale di soccorso, il Quarto Dottore (Tom Baker) porta il Tardis sul pianeta Chloris, dove i metalli sono rari. Al loro arrivo, lui e Romana II (Lalla Ward) scoprono i resti di un enorme uovo nella giungla ma non hanno il tempo di studiarlo perché vengono catturati da abitanti locali.

I due viaggiatori scoprono che gli abitanti senzienti del pianeta Chloris sono governati dalla crudele Lady Adrasta, che controlla l’estrazione del pochissimo metallo esistente. Gli oppositori vengono gettati nel Pozzo, dove vive un’enorme Creatura.

Extra

Quest’edizione in DVD contiene una quantità limitata di extra. Sono presenti contenuti tipici come una galleria di immagini tratte da quest’avventura, i sottotitoli della produzione, i Radio Time Billings e un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente.

Sono presenti nella traccia audio alternativa degli episodi commenti all’avventura dela protagonista Lalla Ward, del regista Christopher Barry, dell’attrice Myra Frances e del progettista degli effetti speciali Mat Irvine.

Christopher Barry: Director. Un omaggio di circa 19 minuti al regista Christopher Barry che ripercorre la sua carriera che va ben oltre “Doctor Who”.

Team Erato. Un documentario di quasi 15 minuti sui problemi che ebbe il team che creò gli effetti speciali per quest’avventura.

Animal Magic. Un breve filmato in cui Tom Baker parla delle strane creature incontrate durante i suoi viaggi nei panni del Dottore.

Extended Scene. Un brevissimo spezzone che mostra una scena estesa di quest’avventura.


“The Creature from the Pit” fu il primo serial prodotto nel corso della diciassettesima stagione anche se fu il terzo in ordine di trasmissione. Dopo una stagione con un arco narrativo incentrato su una storia che abbracciava tutto il cosmo con la ricerca delle parti della Chiave del Tempo, il produttore Graham Williams aveva deciso di tornare alle classiche avventure del Dottore, con trame autonome e concentrate sui problemi locali scoperti sul luogo visitato.

David Fisher aveva scritto le sceneggiature di due serial della stagione precedente e gli venne chiesto di scriverne un’altra da Graham Williams e da Douglas Adams, che era subentrato nel ruolo di script editor per la diciassettesima stagione. Gli venne chiesto di scrivere una storia ambientata su un pianeta alieno che includesse un mostro atipico.

Nello sviluppo del ruolo di Romana, David Fisher dovette tener conto che Lalla Ward aveva sostituito Mary Tamm. In “The Creature from the Pit” indossa un abito simile a quello dell’esordio di Romana per sottolineare la continuità ma Graham Williams aveva chiesto di rendere la nuova incarnazione più giocosa.

Il grosso problema nella produzione di “The Creature from the Pit” arrivò dalla realizzazione della Creatura. Le limitazioni causate dallo scarso budget e le differenze tra le idee del regista Christopher Barry e il capo del team degli effetti speciali Mat Irvine causarono varie tensioni. L’ilarità generata durante le prime riprese quando il costume della Creatura rivelò un’appendice fin troppo fallica non aiutò. Il costume venne modificato ma il risultato generale rimase di bassa qualità anche per gli standard della serie classica di “Doctor Who”.

La Creatura è il problema più evidente e aumenta il senso di farsa di questo serial. Nel primo episodio viene presentato anche un gruppo di banditi che però sembrano tutt’altro che pericolosi. David Fisher sviluppò parecchio l’elemento di commedia ed è paradossale che fu Douglas Adams a cercare di limitarlo. Tom Baker riesce a far funzionare molti momenti surreali, il problema è che non c’è proprio equilibrio in una storia in cui i toni drammatici risultano fortemente smorzati.

I problemi nella sceneggiatura e negli effetti speciali non vogliono dire che “The Creature from the Pit” sia tutto da buttare. Le basi della trama sono buone e se fossero state sviluppate meglio per sfruttarne gli elementi drammatici il risultato sarebbe stato migliore. La costruzione di Chloris, con la sua società e il problema della scarsità dei metalli, è ben fatta e la riproduzione della giungla meriterebbe di essere ricordata maggiormente come effetto visivo ben riuscito. La progressiva scoperta dei segreti di Lady Adrasta e in particolare quelli legati alla Creatura avrebbero costituito colpi di scena ben più efficaci. Anche interpretazioni di alto livello come quella di Organon da parte di Geoffrey Bayldon e di Lady Adrasta da parte di Myra Frances avrebbero avuto maggior forza con una sceneggiatura più equilibrata.

In tutto ciò il cambio della voce di K-9 passa quasi inosservato. John Leeson aveva lasciato il suo ruolo di voce di K-9 alla fine della stagione precedente perché la sua interpretazione era limitata dal tipo di personaggio ma il suo sostituto David Brierley suona decisamente diverso.

Alla fine i difetti di “The Creature from the Pit” pesano fin troppo nella memoria degli spettatori. Non fu certo l’unico serial di “Doctor Who” con effetti speciali mediocri ma in questo caso una serie di circostanze li resero memorabili in senso sfavorevole fin dalla produzione. Rimane un serial con una reputazione prevalentemente negativa ed è già positivo che l’edizione in DVD contenga un paio di extra interessanti. Tutto ciò ne fa secondo me un prodotto per i fan della serie classica che vogliono avere la collezione completa.

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