June 2019

Concetto artistico di Pachystruthio dmanisensis nel suo ambiente (Immagine cortesia Andrey Atuchin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” riporta l’identificazione di un uccello gigante oggi estinto che visse nel periodo Pleistocene compiuta grazie all’analisi di un fossile scoperto in Crimea e di altre ossa. Un team di ricercatori guidato dal dottor Nikita Zelenkov dell’Accademia Russa delle Scienze l’ha chiamato Pachystruthio dmanisensis attribuendolo a un genere già esistente di uccelli estinti. Si tratta di una conclusione diversa rispetto a quella basata sul primo femore fossile di questa specie, che nel 1990 aveva portato altri ricercatori ad attribuire la specie al genere Struthio, lo stesso degli struzzi. Quest’animale era però molto più grande dato che i ricercatori hanno stimato che potesse essere alto circa 3,5 metri e pesare circa 450 kg.

Il racconto breve “La società dello smog” di Chen Qiufan è stato pubblicato per la prima volta nel 2010. In Italia è stato pubblicato da “Future Fiction” all’interno dell’antologia “Antropocene: L’umanità come forza geologica” e della seconda edizione dell’antologia “L’eterno addio” nella traduzione di Francesca Secci.

Lao Sun è un pensionato che collabora con quella che viene comunemente chiamata “La società dello smog”, un’organizzazione ambientalista non governativa che tra le altre cose si occupa di raccogliere dati sullo smog cittadino. L’analisi dei dati raccolti porta alla conclusione che esiste una correlazione tra smog e felicità degli abitanti ma i termini di quella correlazione sono sorprendenti.

Charles Paradis con un campione di suolo (Foto cortesia Lance E. King/Y-12 National Security Complex)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta il primo utilizzo di una tecnica chiamata BONCAT+FACS per isolare i microbi attivi presenti in un campione di suolo. Un team di scienziati guidato dal Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) ha adattato una tecnica sviluppata per isolare proteine prodotte nelle cellule per trasformarla in uno strumento che potesse identificare singoli microbi attivi. Ciò aiuterà a conoscere in nuovi dettagli parti di ecosistemi su cui è difficile indagare ottenendo anche informazioni su cicli a vasta scala esistenti nell’ambiente.

Nemesis Games - L'esodo di James S. A. Corey

Il romanzo “Nemesis Games – L’esodo” (“Nemesis Games”) di James S. A. Corey è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È il quinto nella serie Expanse e segue “Cibola Burn – La cura”. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Annarita Guarnieri.

La Rocinante è tornata nel sistema solare con danni piuttosto estesi, che richiederanno parecchio tempo per essere riparati. Amos Burton scopre che una donna che è stata importante per lui è morta e decide di andare sulla Terra per darle l’ultimo addio. Alex Kamal approfitta della pausa per andare su Marte e cercare di riprendere i contatti con la sua famiglia. Naomi Nagata decide di andare su Cerere, dove riceve un messaggio collegato a una persona del suo passato.

Mentre supervisione le riparazioni della Rocinante, James Holden viene contattato dalla giornalista Monica Stuart, che sta indagando su una serie di astronavi sparite. Non è per nulla facile rintracciare i movimenti delle astronavi quando possono attraversare un portale che permette l’accesso a un’altra area di spazio trasportando persone in cerca di una nuova vita su uno dei pianeti aperti alla colonizzazione. L’esodo è visto come una minaccia da una fazione estremista dell’APE.

Un'abbondanza di archei nei sedimenti sotto i fondali oceanici

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta un’abbondanza di archei ammonio-ossidanti nelle comunità microbiche in sedimenti sotto i fondali dell’Oceano Atlantico settentrionale. Un team di ricercatori guidato da William Orsi del Ludwig-Maximilians-Universitaet (LMU) di Monaco, in Germania, ha scoperto che archei non solo sono sopravvissuti per milioni di anni in sedimenti che possono arrivare oltre due chilometri sotto dei fondali oceanici ma si sono adattati a quelle condizioni meglio dei batteri e potrebbero avere un ruolo importante nei cicli geochimici del carbonio e dell’azoto in quell’ecosistema.