Un uso spontaneo di strumenti per scavare osservato in un gruppo di scimpanzé


Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” riporta l’osservazione dell’uso spontaneo di strumenti per scavare cibo sepolto nel terreno nello zoo da parte di un gruppo di scimpanzé sulll’isola dove c’è lo zoo di Kristiansand, in Norvegia. Un team di ricercatori guidato da Adriana Hernandez-Aguilar dell’Università di Oslo ha osservato quel tipo di azioni compiute da scimpanzé che non avevano mai avuto la possibilità di osservarle.

Vari tipi di utilizzo di strumenti sono stati osservati negli scimpanzé allo stato selvatico, nel 1995 un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Anthropological Research” riportava l’uso di strumenti per scavare cibo sepolto in esemplari della specie cebo dai cornetti (Sapajus apella) e nel 2004 un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riportava quel tipo di comportamenti in esemplari della specie cebo striato, conosciuta anche come cebo barbuto (Sapajus libidinosus).

In alcuni casi sono stati riportati utilizzi di strumenti per accedere ad alimenti nel terreno come radici o tuberi da parte di scimpanzé ma si tratta di aneddoti mentre in varie specie di scimmie sono stati osservati scavi di cibo a mani nude. Si tratta di un fronte di ricerca interessante perché quel tipo di utilizzo di strumenti potrebbe aver avuto un ruolo negli adattamenti degli ominini nel corso della loro evoluzione. Per questo motivo è necessario che i ricercatori riportino osservazioni documentate che possano essere discusse in modo rigoroso.

Il team di Adriana Hernandez-Aguilar ha osservato i comportamenti di dieci scimpanzé della specie Pan troglogytes dei quali otto sono nati in cattività e nessuno aveva avuto la possibilità di osservare attività di scavo. I ricercatori hanno scavato cinque piccole buche nelle quali hanno lasciato frutti lasciandole inizialmente aperte per permettere agli scimpanzé di accorgersi del contenuto e lasciando anche vari rami e bastoni che potessero essere usati come strumenti. Nei test successivi la frutta è stata ricoperta e non sono stati lasciati potenziali strumenti.

Il risultato è stato che nove dei dieci scimpanzé hanno scavato con successo frutta sepolta almeno una volta e otto di essi hanno usato qualche strumento invece di scavare a mani nude. Nei test in cui non c’erano rami e bastoni vicino alle buche sono andati a cercarne sfruttando la vegetazione locale. Nel corso dei test hanno riutilizzato alcuni strumenti preferendo quelli lunghi. Nelle varie occasioni hanno scavato a turno condividendo la frutta recuperata. L’immagine (Cortesia Motes-Rodrigo et al) mostra vari modi di utilizzare strumenti nelle fasi di scavo: per sondare (A), perforare (B), picchiettare (C), scavare (D), spalare (E) e allargare (F).

I ricercatori discutono della possibile influenza dello stato di cattività sui comportamenti degli scimpanzé, che ad esempio determinano maggiori contatti tra gli individui e la mancaza di predatori. Sono stati osservati parecchi comportamenti sociali con la possibilità di imparare dall’esempio di altri individui. Ciò impone anche la cautela nel confrontare questi comportamenti con quelli di popolazioni selvatiche.

I ricercatori avvertono anche del fatto che le scimmie antropomorfe odierne non vanno considerate uguali agli antichi ominini nonostante le possibili similitudini nei comportamenti. Le valutazioni sono rese difficili anche perché sono stati scoperti strumenti di pietra risalenti anche a periodi in cui c’erano gli australopitechi ma gli strumenti di legno non si conservano per tempi così lunghi. Nonostante ciò, ogni osservazione delle capacità di primati di usare strumenti può offrire indizi sulla storia degli antenati degli esseri umani.

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