Gravità zero di Lois McMaster Bujold

Gravità zero di Lois McMaster Bujold
Gravità zero di Lois McMaster Bujold

Il romanzo “Gravità zero” (“Falling free”) di Lois McMaster Bujold è stato pubblicato per la prima volta nel 1988. Ha vinto il premio Nebula come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 208 di “Cosmo Argento” e nel n. 182 di “Cosmo Oro” e da Mondadori nel n. 194 di “Urania Collezione” nella traduzione di Maria Cristina Pietri.

Leo Graf è un ingegnere che si occupa del controllo di qualità negli habitat spaziali. Lavorando per la GalacTech, un’azienda molto importante nel campo spaziale, sul loro habitat Cay viene incaricato di addestrare un gruppo di Quad, il frutto dell’ingegneria genetica applicata agli esseri umani per renderli adatti a vivere perennemente e a lavorare in condizioni di microgravità.

I Quad non hanno alcuna tutela giuridica ma di fatto sono una proprietà della GalacTech perché legalmente sono il frutto di un loro esperimento biologico. Per Leo Graf non è facile lavorare in quella situazione ed è molto disturbato dall’idea che i Quad vengano considerati un prodotto da usare e vendere ad altri habitat spaziali. La situazione diventa più spinosa quando arriva la notizia dell’invenzione di un generatore artificiale di gravità, una tecnologia che renderà obsoleti i Quad come forza lavoro negli habitat spaziali.

Lois McMaster Bujold è celebre soprattutto per il ciclo dei Vor, che cominciò a scrivere nella metà degli anni ’80. Tuttavia, tra i primi romanzi c’è “Gravità zero”, che è ambientato circa due secoli prima della nascita di Miles Vorkosigan e di conseguenza può essere considerato come un romanzo autonomo pur essendo ambientato in quell’universo narrativo.

“Gravità zero” è ambientato in un periodo in cui l’umanità si sta espandendo nello spazio compiendo viaggi interstellarsi sfruttando tunnel spaziali. Vari habitat spaziali sono stati costruiti, il problema è che non sono stati ancora trovati rimedi al decadimento fisico che avviene quando gli umani trascorrono lunghi periodi in microgravità. La GalacTech, una delle grosse aziende impegnate in quest’espansione, ha deciso di creare i Quad, esseri umani con un secondo paio di braccia al posto delle gambe e altre modifiche genetiche che eliminano il rischio di decadimento fisico. I piani della GalacTech per lo sfruttamento commerciale dei Quad subiscono una brusca interruzione e l’azienda deve decidere come gestire quelli che sono diventati un peso, una scelta dettata da considerazioni puramente economiche.

Elementi tecnico-scientifici costituiscono le basi di “Gravità zero”, eppure non può essere considerato un romanzo di fantascienza “hard”. Lois McMaster Bujold offre spiegazioni minimali alle tecnologie usate per i viaggi interstellari, negli habitat spaziali ecc. e all’ingegneria genetica usata per creare i Quad inserendo solo le informazioni che servono al lettore per capire la storia.

Secondo me Lois McMaster Bujold è brava a far avvertire l’importanza degli elementi tecnico-scientifici attraverso le loro conseguenze. In particolare, mostra le conseguenze a livello economico di certi progressi e il comportamento di una grossa azienda nello sfruttamento di quei progressi e nella gestione di quelle che sono considerate tecnologie obsolete. Il cinismo mostrato dalla GalacTech attraverso il responsabile del progetto Bruce Van Atta è accentuato dal fatto che in questo caso esseri umani vengono considerati un bene aziendale perché sono il frutto di ingegneria genetica.

I fattori etici e morali legati alla creazione dei Quad diventano rapidamente centrali in “Gravità zero” e nella prima parte ci sono varie riflessioni sui problemi derivanti dalla loro creazione, dal loro sfruttamento e dal fatto che vengono resi obsoleti dalla nuova tecnologia di generazione artificiale della gravità. Per questo motivo il ritmo è inizialmente piuttosto lento, fatto soprattutto di dialoghi. Leo Graf, basato sul padre dell’autrice Robert McMaster, è di gran lunga il personaggio più sviluppato, con la sua presa di coscienza del problema dei Quad e la decisione di prendersi la responsabilità del loro futuro. Il ritmo accelera nella seconda parte del romanzo, dove molti personaggi devono compiere delle scelte importanti e c’è parecchia azione.

Dietro tutti i prodotti scientifici e tecnologici Lois McMaster Bujold sviluppa un forte fattore umano con i pregi e i difetti di vari personaggi. Per questo motivo “Gravità zero” offre una serie di spunti di riflessione che secondo me lo rendono un romanzo da leggere.

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