Un parente dei mammiferi odierni che visse nel Giurassico offre indizi sullo sviluppo del cervello

Crani di adulto e cuccioli di Kayentatherium wellesi (Immagine cortesia Eva Hoffman / The University of Texas at Austin)
Crani di adulto e cuccioli di Kayentatherium wellesi (Immagine cortesia Eva Hoffman / The University of Texas at Austin)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’origine ed evoluzione dei grandi cervelli dei mammiferi. Eva Hoffman e Timothy Rowe della Jackson School of Geosciences alla University of Texas at Austin ha esaminato fossili di Kayentatherium wellesi, un parente dei mammiferi odierni che visse nel periodo Giurassico, concludendo che un momento chiave nella loro evoluzione è stato una sorta di scambio tra una gran quantità di cuccioli e un grande cervello.

Grandi cervelli e pochi cuccioli sono due caratteristiche che differenziano i mammiferi dagli altri animali e potrebbe esserci una connessione tra di esse. Quest’idea trova una conferma grazie alla scoperta di fossili di Kayentatherium wellesi, un cynodonte tritylodontide, risalenti a circa 185 milioni di anni fa.

Timothy Rowe, oggi professore alla Jackson School, raccolse i primi fossili 18 anni fa in Arizona. Inizialmente sembrò che si trattasse di un unico esemplare ma nel 2009 Sebastian Egberts, all’epoca studente della Jackson School, scoprì le tracce di un gruppo di cuccioli. Una TAC permise di scoprire una serie di ossa ancora nella roccia e la loro estrazione era rischiosa. La conseguenza è che solo i progressi dell’applicazione di questo tipo di esame alle ricerche paleontologiche compiuti nel corso dei anni ha permesso finalmente di identificarli accuratamente per un totale di ben 38 cuccioli.

Non è chiaro se i cuccioli fossero già nati o se si stessero ancora sviluppando, forse all’interno delle loro uova. Infatti, i cynodonti fanno parte dell’ordine dei terapsidi, che include anche gruppi di animali che avevano caratteristiche più simili ai rettili che ai mammiferi moderni tra cui in alcuni casi la posa delle uova. Non vi sono tracce di gusci d’uovo vicino alle ossa dei cuccioli ma è possibile che fossero di un tipo che difficilmente si fossilizzava perciò la loro assenza non prova nulla.

L’esame dei fossili ha rivelato che il cranio di questi cuccioli erano una versione più piccola di quello dell’adulto. Anche in questo caso si tratta di una differenza rispetto ai mammiferi, i cui cuccioli hanno caratteristiche un po’ diverse che poi cambiano nel corso della loro crescita fino a diventare quelle comuni agli adulti.

Secondo i ricercatori, la gravidanza e la cura della prole è un processo che richiede molte energie ma anche il cervello consuma molte energie perciò una specie può avere molti figli o un grande cervello. Nel caso del Kayentatherium wellesi i fossili mostrano una notevole quantità di cuccioli e un piccolo cervello. Nei milioni di anni successivi, alcune specie di mammiferi avevano già un cervello decisamente più grande rispetto a questo cynodonte e allo stesso tempo pochi figli.

Timothy Rowe sta lavorando da anni alla ricostruzione dell’origine dei mammiferi e dell’evoluzione delle loro caratteristiche pubblicando varie ricerche sull’argomento. Lo studio dei fossili di Kayentatherium wellesi aggiunge nuove informazioni ma le discussioni comprenderanno certamente anche quelli precedenti.

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