Selezione naturale di Tricia Sullivan

Selezione naturale di Tricia Sullivan (edizione britannica)
Selezione naturale di Tricia Sullivan (edizione britannica)

Il romanzo “Selezione naturale” (“Maul”) di Tricia Sullivan è stato pubblicato per la prima volta nel 2003. In Italia è stato pubblicato da Zona 42 nella traduzione di Chiara Reali.

Sun è un’adolescente che fa parte di una gang di ragazze. Un sabato va al Mall assieme alla gang ma lì lei e le sue amiche finiscono per scontrarsi con un’altra gang e i progetti di fare shopping devono lasciar spazio alle armi. L’intervento della polizia rende la situazione ancor più complicata e pericolosa.

Meniscus viene usato come cavia in un laboratorio che si occupa di ricerche sui virus. La speranza è quella di evitare un’altra epidemia che potrebbe spazzare via gli uomini ma le ricerche sono rese più difficili perché Meniscus non è un uomo comune e le persone attorno a lui hanno i loro piani.

Inizialmente, “Selezione naturale” può sembrare una storia di adolescenti problematici, ragazze che vanno a fare shopping in un grande magazzino ma ci vanno armate. Il fatto che si scontrino con un’altra gang potrebbero confermare quell’impressione iniziale se non fosse per il fatto che viene iniziata la storia parallela di Meniscus.

Le due trame parallele, rese ancor più diverse dal fatto che Sun racconta la sua storia in prima persona mentre quella relativa a Meniscus viene raccontata in terza persona, danno già una prima idea della complessità di “Selezione naturale”. Si tratta di un romanzo che ha avuto una genesi lunga e travagliata iniziata nei primi anni ’90, quando Tricia Sullivan scrisse un racconto su un personaggio chiamato Meniscus che era stato rigettato dalla rivista “Analog”.

Ci sono voluti anni perché l’autrice raccogliesse altre idee e costruisse una storia completamente diversa e molto più complessa. Un pezzo alla volta, in un processo tutt’altro che lineare, Tricia Sullivan ha aggiunto qualcosa alla storia, mettendola da parte in varie occasioni perché in alcuni momenti la sua vita aveva altre priorità.

In un romanzo frutto di oltre un decennio di riflessioni con in mezzo tanti avvenimenti nella vita privata dell’autrice, non è sorprendente trovare una complessità nella trama e una ricchezza per quanto riguarda i personaggi, con le loro emozioni e le loro motivazioni. È anche un romanzo che è stato etichettato in vari modi ma secondo me è davvero uno dei casi in cui le etichette finiscono per distorcere l’idea che ci si può fare su di esso.

Leggendo certe presentazioni, “Selezione naturale” sembra un romanzo pieno di sesso, quasi un porno. Ci sono scene esplicite da questo punto di vista ma spesso raccontate in maniera buffa. I temi sessuali sono importanti nel romanzo ma sono sviluppati in maniera più profonda e sottile rispetto a storie erotiche perché sono legati anche ad altri elementi come quelli sociali.

“Selezione naturale” è stato definito anche femminista. Onestamente sono tutt’altro che esperto dell’argomento e dei suoi ultimi sviluppi perciò è possibile che ciò mi abbia lasciato perplesso per un mio limite. Nel romanzo, molte donne sono decisamente stronze e capaci di livelli di cattiveria almeno pari a quelli degli uomini.

Certo, i personaggi di “Selezione naturale” sono per la maggior parte femminili e all’inizio della trama riguardante Meniscus viene detto che c’è stata un’epidemia che ha colpito specificamente gli uomini. La conseguenza è che in quel futuro il mondo è abitato soprattutto da donne con tutto ciò che ne deriva.

È soprattutto la trama riguardante Meniscus che dà l’idea che “Selezione naturale” sia un romanzo di fantascienza. È apprezzabile che Tricia Sullivan non sbatta tutto in faccia al lettore lasciando che colga per conto suo le sottigliezze dei contenuti legati agli eventi futuri e ai collegamenti tra le due trame. I significati legati al grande magazzino meriterebbero un’analisi a parte per la loro complessità.

D’altra parte, onestamente il risultato non mi ha del tutto soddisfatto. Le mille sottigliezze immerse nelle complessità delle due trame parallele finiscono per rendere il romanzo un po’ caotico. Non aiuta il fatto che secondo me è un po’ troppo lungo: credo che tagliare qualche pezzetto qua e là, in particolare nella seconda metà della trama ambientata nel grande magazzino, avrebbe giovato, anche evitando qualche rallentamento nel ritmo.

Alla fine, per come è stato sviluppato, “Selezione naturale” mi sembra un romanzo di fantascienza scritto per piacere soprattutto ai non appassionati di fantascienza. Credo che possa piacere a chiunque non si spaventi per la sua complessità e sia interessato ai temi sviluppati, senza limitazioni di genere.

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