Harbinger of the Storm di Aliette de Bodard

Harbinger of the Storm di Aliette de Bodard
Harbinger of the Storm di Aliette de Bodard

Il romanzo “Harbinger of the Storm” di Aliette de Bodard è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. È il secondo della serie “Obsidian And Blood” e segue “Servant Of The Underworld“. È al momento inedito in Italia.

L’impero azteco è in un momento di crisi. La morte dell’imperatore dà inizio non solo al delicato processo di scelta del suo successore ma anche a un periodo di equilibrio precario tra i poteri che mantengono in vita l’impero. Ciò perché l’imperatore ha un ruolo fondamentale grazie al suo rapporto con gli dei.

L’equilibrio viene reso ancor più precario quando il Gran Sacerdote dei Morti Acatl scopre che nel palazzo imperiale è stato commesso un brutale omicidio usando un’invocazione magica. È solo l’inizio di una serie di attacchi contro la corte perché Ceyaxochitl, una delle donne più potenti dell’impero, viene avvelenata e c’è il sospetto di un coinvolgimento della vedova dell’imperatore.

“Harbinger of the Storm” continua la serie fantasy ambientata nell’impero azteco con il Gran Sacerdote dei Morti Acatl come protagonista. In quest’universo narrativo, la religione con i suoi riti di sangue non ha un’origine nella superstizione bensì perché l’elemento magico e gli dei esistevano davvero.

Acatl è diventato Gran Sacerdote senza averne l’ambizione ma solo perché la potentissima Ceyaxochitl lo considerava utile in quella carica. Acatl si è in qualche modo chiuso nel “guscio” del suo tempio ma gli eventi di “Servant Of The Underworld” l’hanno costretto a uscire da quel guscio e a gestire i rapporti all’interno della corte imperiale.

Gli eventi di “Harbinger of the Storm” cominciano circa un anno e mezzo dopo quelli del romanzo precedente e Acatl si sta adattando alla vita di corte. Continua a cercare di non essere coinvolto in lotte politiche ma un evento fondamentale come la morte dell’imperatore e la successione richiedono i suoi servizi.

La serie Obsidian And Blood è un mix di giallo e fantasy con Acatl che indaga su qualche crimine compiuto utilizzando la magia. In “Harbinger of the Storm” si tratta di un omicidio avvenuto nel palazzo imperiale, il primo di una serie di eventi che rischia di far collassare l’impero nel delicatissimo momento della successione.

In questo romanzo, Aliette de Bodard ci porta molto più che nel primo all’interno dei meccanismi politici dell’impero azteco e anche oltre visto il coinvolgimento dell’imperatore di Texcoco e di sua sorella, la vedova dell’imperatore azteco. Per sua stessa ammissione, l’autrice si è presa alcune libertà nello sviluppo degli elementi politici della storia. Stiamo parlando di una serie fantasy ambientata in un periodo storico non completamente conosciuto perciò secondo me si tratta di un compromesso accettabile.

Su queste basi, Aliette de Bodard costruisce una storia che mischia sapientemente giallo, fantasy e intrighi politici. Una notevole difficoltà era costituita dalla gestione della presenza di personaggi capaci di usare potenti magie e anche di varie divinità e l’autrice secondo me se la cava davvero bene.

Il pericolo maggiore in una storia del genere è dato dal fatto che in teoria con basi del genere è possibile fare qualsiasi cosa ricorrendo a mezzi soprannaturali. È possibile commettere qualsiasi crimine con l’invocazione giusta e per un investigatore è possibile scoprire immediatamente il colpevole, anche in questo caso con l’invocazione giusta. Aliette de Bodard è riuscita a stabilire limiti nell’uso della magia che abbiano una certa plausibilità permettendo uno sviluppo sensato della trama.

Quando ha scritto “Harbinger of the Storm”, Aliette de Bodard ormai conosceva bene l’ambientazione e i protagonisti di quell’universo narrativo e nel romanzo dà un buon equilibrio ai vari elementi. Ci sono momenti di discussioni tra personaggi e riflessioni da parte di Acatl ma anche molti momenti di azione con notevoli colpi di scena per cui il ritmo tende a essere elevato.

Come il romanzo precedente, “Harbinger of the Storm” è narrato in prima persona da Acatl ma l’autrice riesce a sviluppare bene anche gli altri personaggi importanti. Molti dettagli vengono inseriti qua e là aiutando i lettori a comprendere meglio l’ambientazione esotica e le complessità della trama.

La trama di “Harbinger of the Storm” è indipendente da quella di “Servant Of The Underworld” perciò il secondo romanzo può essere letto anche senza aver già letto il primo. Tuttavia, leggerli entrambi permette di apprezzare l’evoluzione dei protagonisti e secondo me sono di alto livello. Per questi motivi, li consiglio ai fan del genere fantasy ma anche ai fan dei gialli interessati ad ambientazioni esotiche.

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