Bloodbusters di Francesco Verso

Il Sangue e l'Impero, contenente L'impero restaurato di Sandro Battisti e Bloodbusters di Francesco Verso
Il Sangue e l’Impero, contenente L’impero restaurato di Sandro Battisti e Bloodbusters di Francesco Verso

Il romanzo “Bloodbusters” di Francesco Verso è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori all’interno del n. 1624 di “Urania” e da Future Fiction nel n. 81 della collana omonima. È il co-vincitore del Premio Urania 2014.

I Bloodbusters sono esattori che si occupano di riscuotere le tasse in sangue. Gli evasori vengono cercati e i Bloodbusters procedono con i prelievi. Alan Costa lavora per l’agenzia e quando lui e i suoi collaboratori vanno a effettuare un accertamento vengono interrotti dal gruppo anarchico dei Robin Blood, che porta via Anissa Malesano, la donna oggetto dell’accertamento.

Nel breve periodo trascorso con Anissa, Alan si è invaghito di lei, pur sapendo quanto sia pericoloso mischiare lavoro e rapporti personali. La situazione per lui diventa più complicata perché i collaboratori non sono tutti affidabili e fedeli e c’è il rischio di farsi nemici dentro e fuori l’agenzia.

“Bloodbusters” è nato dall’unione di diverse idee che onestamente hanno poco di fantascientifico che Francesco Verso spiega nella rubrica dedicata agli autori dei due romanzi vincitori del Premio Urania 2014. Il risultato è un romanzo in cui l’elmento più fantascientifico secondo me è un’Italia in cui c’è un sistema fiscale più o meno equo. 😉

Qualcuno potrà rimanere perplesso ma la storia del Premio Urania è piena di romanzi vincitori che non sono proprio fantascienza e ciò ha spesso portato a polemiche. Personalmente, non mi interessa che si tratti di fantascienza “ortodossa” secondo qualche definizione comunque arbitraria e discutibile, solo che a essere pubblicati siano buoni romanzi.

Fondamentalmente, “Bloodbusters” è una satira ambientata in un’Italia in cui le tasse si pagano col sangue e gli esattori ematoriali vanno alla ricerca degli evasori per ottenere quanto dovuto. In questa situazione, donare il sangue come si fa oggi costituisce una forma di evasione e di conseguenza illegale.

Anissa Malesano è una donatrice che offre il suo sangue in maniera compulsiva. Nel suo caso, non si tratta solo di un reato ma anche di un serio rischio per la sua salute. Quando Alan Costa e i suo Bloodbusters vanno a casa sua per un’esazione ematica, arriva anche il gruppo dei Robin Blood, che come lei credono nella donazione volontaria.

Alan si invaghisce Anissa nonostante siano sui lati opposti della barricata. Nel cercare un rapporto con la donna viola una delle regole che iniziano ogni capitolo, in questo caso quella che raccomanda di non pensare al debitore se devi riscuotere un credito.

La vicenda di Alan e Anissa costituisce una delle parti più importanti della trama di “Bloodbusters”. Soprattutto nella seconda parte la storia viene sviluppata includendo intrighi vari in parte all’interno dell’agenzia per cui lavora Alan con connessioni nella politica.

La satira di Francesco Verso è molto sopra le righe, spesso grottesca. È spietata e ce n’è per tutti, dai politici ai cardinali (da questo punto di vista il tempismo della pubblicazione sembra soprannaturale!), calciatori e altri ancora. Per chi è sensibile al sangue potrebbe essere una lettura difficile per i dettagli relativi ai prelievi e a tutto ciò che c’è attorno a esso, comprese le barrette di Ematogen, un cibo basato sul sangue che sembra essere comune nella dieta della gente.

La satira è un modo per parlare di problemi reali e a volte estremamente seri facendo ridere e “Bloodbusters” non fa eccezione. In certi casi nel romanzo i temi si vedono tra le righe ma a volte Francesco Verso cita esplicitamente casi di cronaca come ad esempio la bruttissima vicenda del sangue infetto, uno scandalo che continua a far rabbrividire e a indignare.

È proprio la presenza più o meno esplicita di questi temi che dà forza a un romanzo come “Bloodbusters”. La storia così sopra le righe fa ghignare parecchie volte ma in certi casi si tratta di ghigni amari. Gli elementi grotteschi a volte fanno intravvedere il marciume della realtà che rappresentano.

Come ogni satira che si rispetti, anche “Bloodbusters” fornisce spunti di riflessione. Questo non mi sorprende in un’opera di Francesco Verso, che nel suo lavoro di editor della collana “Future Fiction” sceglie racconti che oltre a un valore artistico anche per qualche tema che dia da pensare al lettore. È per questi motivi che secondo me “Bloodbusters” è un romanzo da leggere a prescindere da qualsiasi etichetta di genere.

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