The King’s Dragon di Una McCormack

The King's Dragon di Una McCormack
The King’s Dragon di Una McCormack

Il romanzo “The King’s Dragon” di Una McCormack è stato pubblicato per la prima volta nel 2010. È al momento inedito in Italia.

L’Undicesimo Dottore porta Amy Pond e Rory Williams nella città-stato di Geath, dove trovano qualcosa di inaspettato. Dovrebbe trattarsi di un luogo utopico e democratico ma vi trovano un re e un Narratore che ne canta le gesta. Un curioso drago completa le stranezze.

La presunta tranquillità di Geath viene sconvolta dall’arrivo di un Araldo che pretende che un tesoro venga immediatamente restituito. Poco dopo, arrivano anche delle astronavi per costringere gli abitanti a restituire il tesoro. Il Dottore deve capire con chi ha a che fare, anche perché il tesoro è costituito non da comune oro bensì da una sostanza proibita in tutto l’universo civilizzato che influenza la mente degli esseri senzienti.

“The King’s Dragon” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who”. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi.

“The King’s Dragon” comincia in un modo tipico per “Doctor Who” con il Dottore che porta i suoi compagni a visitare un luogo dove però trova qualcosa di diverso da ciò che si aspettava. In questo caso, si tratta di un pianeta alieno dove c’è la città di Geath, che dovrebbe essere un’utopica democrazia pre-industriale ma si rivela rapidamente ben diversa.

Per parecchi millenni, Geath è stata una repubblica pacifica e ospitale ma qualcosa è successo dall’ultima visita del Dottore. La città si è trasformata in un regno i cui abitanti sono diventati molto riservati, soprattutto nei confronti degli stranieri. Nella sala del trono c’è uno strano drago dorato. Neanche a dirlo, dopo l’arrivo del Dottore, Amy e Rory cominciano i veri guai.

Quest’ambientazione è quasi fantasy e d’altra parte “Doctor Who” non è mai stato fantascienza “hard” ma in “The King’s Dragon” ci sono anche astronavi e soprattutto ci sono spiegazioni razionali a ciò che accade. Il Dottore scopre abbastanza presto che la strana situazione che ha trovato a Geath è causata dalla presenza di una sostanza proibita che influenza la mente degli abitanti ma quello è solo l’inizio perché la soluzione risulta essere ben lontana.

Per aiutare gli abitanti di Geath, soprattutto nel momento in cui vengono minacciati da forze aliene che vogliono la sostanza proibita, il Dottore e i suoi compagni devono cercare anche l’aiuto di Hilthe, una donna importante a Geath. Conquistare la sua fiducia si rivela però difficile e ciò rende il lavoro del Dottore più complicato.

L’inizio di “The King’s Dragon” è quello che mi ha causato problemi. Il fantasy non è decisamente il mio genere preferito perciò qualche elemento che lo richiamava non mi ha entusiasmato. La cosa peggiore è però costituita proprio dall’idea di base di un’utopia pre-industriale perché mi puzza di luddismo, che io francamente disprezzo.

Per fortuna, la trama si è sviluppata ben oltre gli elementi iniziali in una maniera tale che alla fine si può dire che non ci sia un vero cattivo. Ci sono invece una serie di personaggi che hanno le loro motivazioni e finiscono per scontrarsi perché hanno obiettivi diversi.

A causa della presenza di diverse fazioni che si contrappongono, il lavoro del Dottore è davvero difficile. Deve capire innanzitutto l’identità delle parti in causa e a quel punto agire in un modo che eviti danni agli abitanti di Geath. Ciò è davvero complesso perché chi prende le decisioni ha certe priorità che precedono di molto la sicurezza della città.

Secondo me i personaggi costituiscono decisamente il punto forte di “The King’s Dragon”. Il Dottore, Amy e Rory mi sembrano riprodotti molto bene perciò leggendo le loro azioni mi sembra davvero di vedere i protagonisti della serie televisiva. Anche gli altri personaggi importanti nel romanzo sono ben tratteggiati nonostante i limiti i lunghezza del romanzo.

Il risultato è una storia ben congegnata e sofisticata in cui l’Undicesimo Dottore può dare il meglio di sé. A causa delle basi iniziali, devo dire che l’ho apprezzata da un punto di vista intellettuale piuttosto che emotivo. Alla fine, penso che “The King’s Dragon” sia un romanzo da avere per i fan del team Undicesimo / Amy / Rory.

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