La figlia di Lot di Ward Moore

Urania contenente I prigionieri del Caduceo, Lot e La figlia di Lot di Ward Moore
Urania contenente I prigionieri del Caduceo, Lot e La figlia di Lot di Ward Moore

Il racconto lungo “La figlia di Lot” (“Lot’s Daughter”) di Ward Moore è stato pubblicato per la prima volta nel 1954. È il seguito di “Lot“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del n. 375 di “Urania” e all’interno del n. 1618 di “Urania” nella traduzione di Laura Grimaldi. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Sono passati alcuni anni dalla guerra atomica e il signor Jimmon sopravvive assieme alla figlia Erika e al figlio che hanno avuto nel frattempo. I tre seguono una routine dettata dalle esigenze della loro vita isolata da possibili altri sopravvissuti. Il signor Jimmon non ne è molto soddisfatto ma un giorno qualcosa cambia.

Se “Lot” vi aveva disturbati, soprattutto per il suo finale, il suo seguito potrebbe avere un effetto anche maggiore. “La figlia di Lot” è ambientato alcuni anni dopo e vede il signor Jimmon e la figlia Erika vivere isolati. La loro situazione è resa subito scabrosa dal fatto che nel frattempo hanno avuto un figlio.

Come in “Lot”, la storia è focalizzata sui protagonisti, anche se in questo caso Ward Moore racconta qualcosa di ciò che è successo nel resto del mondo attraverso alcune notizie che hanno ascoltato alla radio. Il signor Jimmon, un moderno Lot, ha mantenuto il suo atteggiamento di lucidità almeno apparente che ne “La figlia di Lot” appare sempre più una razionalizzazione.

Il signor Jimmon aveva preferito sua figlia Erika al resto della loro famiglia per costruire un futuro assieme. A qualche anno di distanza, ha qualche dubbio sulla sua scelta ma Erika era quella che gli assomigliava di più. Alla fine, la ragazza dimostrerà che c’è una somiglianza col padre ma non nella maniera che lui si aspettava.

“La figlia di Lot” è per certi versi anche più brutale di “Lot”, non perché ci sia della violenza ma per la vita disumanizzata della famiglia Jimmon. I dubbi del signor Jimmon sembrano a volte davvero assurdi pensando che la sua situazione è per molti versi il frutto delle sue scelte. In sostanza se l’è cercata.

Questi due racconti hanno ispirato il film “Il giorno dopo la fine del mondo” (“Panic in Year Zero!”), pur senza alcun credito. Il film sviluppa in maniera diversa l’idea della famiglia che fugge in seguito allo scoppio di una guerra atomica.

“La figlia di Lot” forma con “Lot” un quadro familiare che vi farà rabbrividire. Secondo me si tratta di due racconti da leggere, possibilmente assieme.

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