Una class action contro Lenovo per l’adware Superfish

Un laptop Lenovo Yoga 2 Pro
Un laptop Lenovo Yoga 2 Pro

La vicenda dei computer Lenovo con preinstallato l’adware Superfish che causa un enorme buco di sicurezza ha cominciato ad avere anche conseguenze legali. Sono infatti arrivate le prime informazioni su una class-action iniziata in una corte federale nei confronti sia di Lenovo che di Superfish, l’azienda che ha prodotto l’adware.

Si chiama Jessica Bennett la proprietaria di un PC Lenovo Yoga 2 (foto di un Lenovo Yoga 2 Pro ©Yaoj1), uno dei modelli che per alcune settimane sono stati venduti con l’adware Superfish preinstallato. La donna ha dichiarato di aver notato pubblicità spam con donne poco vestite sul suo laptop. Inizialmente aveva pensato di aver subito un’intrusione da qualche hacker ma cercando su Internet ha scoperto che altre persone avevano notato qualcosa di simile su altri laptop Lenovo.

Dopo aver scoperto che il suo problema era dovuto ad un adware Superfish, Jessica Bennett ha deciso di citare in giudizio sia Lenovo che Superfish. Le accuse sono di  aver compromesso la sicurezza del PC ma anche di invasione della privacy per un guadagno monetario.

Dopo un tentennamento iniziale, Lenovo ha dovuto scusarsi per l’accaduto e ha pubblicato una pagina in cui ci sono le istruzioni per rimuovere l’adware Superfish. Tutto ciò è tardivo e potrebbe costare parecchio all’azienda dato che i possessori di computer con l’adware preinstallato potrebbero decidere di partecipare alla class action.

L’ammissione pubblica di aver fatto un casino suona come una confessione. D’altra parte, nei giorni scorsi perfino Homeland Security aveva pubblicato un avviso riguardante l’adware Superfish. Nella descrizione, esso viene indicato esplicitamente come spyware e ovviamente viene spiegato che provoca una vulnerabilità nelle connessioni in rete, comprese quelle criptate.

Lenovo ha davvero fatto un casino e ora sta cercando di rimediare. Sinceramente, spero che questa vicenda costi molto all’azienda perché colpirla finanziariamente è l’unico modo per sperare che una cosa del genere non accada più. Sarebbe sempre ora che i produttori prestassero attenzione a ciò che preinstallano sui loro computer, pensando davvero agli interessi dei loro clienti.

Nonostante le polemiche e la class action, il produttore dell’adware Superfish continua a sostenere di essere completamente trasparente in ciò che il suo software fa e che gli utenti non sono mai stati vulnerabili. Anche Homeland Security la pensa diversamente e le critiche sul funzionamento dell’adware Superfish sono state feroci. Vedremo cosa ne penserà il giudice competente per la class action.

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