Molte aziende promuovono l’Internet delle Cose al CES 2015 ma è vera rivoluzione?

L'amministratore delegato di Samsung Electronics Boo-Keun Yoon al CES 2015
L’amministratore delegato di Samsung Electronics Boo-Keun Yoon al CES 2015

A Las Vegas, al CES 2015, tra le tante novità tecnologiche è possibile vedere una notevole promozione della cosiddetta Internet delle Cose. I rappresentanti di alcune tra le aziende più importanti nel campo tecnologico hanno rilasciato dichiarazioni importanti riguardo alle possibilità di connettere a Internet elettrodomestici e altro. Stando le loro indicazioni, la domotica non sarà più una nicchia per appassionati ma entrerà in tutte le case.

Non si parla più dei prossimi anni bensì dei prossimi mesi ma quante persone cominceranno davvero a utilizzare le possibilità di comunicazione via Internet con la propria lavatrice e altre apparecchiature? Per molte aziende l’Internet delle Cose può rappresentare una grande opportunità a livello economico ma che dire dei potenziali utenti?

Boo-Keun Yoon (foto ©SamsungTomorrow) è l’amministratore delegato di Samsung Electronics, uno dei colossi tecnologici maggiormente impegnati nel promuovere l’Internet delle Cose come una rivoluzione ormai in corso. All’apertura del CES 2015 ha tenuto una presentazione dei programmi dell’azienda, che sono davvero ambiziosi. I piani prevedono che entro 5 anni tutti i prodotti Samsung siano connessi in rete.

Uno dei problemi affrontati da Boo-Keun Yoon nel suo discorso è quello della comunicazione tra le varie apparecchiature. È inutile che tutte siano in grado di comunicare via Internet se poi utilizzano protocolli incompatibili. È come avere persone che parlano linguaggi diversi e non riescono a capirsi: non possono lavorare assieme.

L’invito di Samsung rivolto alle altre aziende interessate al campo della domotica è quello di accordarsi per creare standard di comunicazione che permettano a qualsiasi apparecchiatura di comunicare con quelle di altri produttori. Nell’agosto 2014, Samsung ha acquistato SmartThings, un’azienda che sta creando una piattaforma aperta per l’Internet delle Cose ma ci deve essere una piattaforma comune a tutte le aziende per avere davvero una rivoluzione domotica.

Questo è un problema in parte tecnico e in parte di buona volontà da parte delle aziende di lavorare a standard di qualità. Ci sono altri problemi nell’Internet delle Cose, in parte tecnici e in parte legati alla capacità delle persone comuni di adattarsi in breve tempo a elettrodomestici molto più sofisticati. Alcuni problemi sono davvero delicati, come quello della sicurezza e il rischio che gli utenti vengano sempre più usati invece di usare di più questi nuovi dispositivi intelligenti.

Anche negli ultimi mesi, sistemi di grosse aziende sono stati penetrati da pirati informatici. Come possiamo aspettarci che il nostro frigorifero sia accessibile solo da noi? Un’altra preoccupazione riguarda la privacy, un problema già scottante su Internet. Può essere utile vedere cos’abbiamo in frigorifero dall’ufficio ma se i dati vengono usati dal produttore per inviarci la pubblicità di qualche supermercato finiamo per essere usati.

L’Internet delle Cose rappresenta un’opportunità e molte aziende stanno lavorando a prodotti per la domotica. Quasi esattamente un anno fa, anche Google è entrata in quel campo acquistando Nest Labs. Tuttavia, dev’essere un’opportunità anche per le persone comuni che non possono destreggiarsi tra problemi tecnici, di sicurezza e privacy.

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