Una barriera protettiva scoperta tra le fasce di van Allen

Sezione delle fasce di van Allen (Immagine NASA/Goddard/Scientific Visualization Studio)
Sezione delle fasce di van Allen (Immagine NASA/Goddard/Scientific Visualization Studio)

Un articolo appena apparso nella rivista “Nature” descrive la scoperta di una sorta di barriera posta nelle fasce di van Allen, a circa 11.600 km sopra la superficie, che impedisce agli elettroni a velocità e energia elevatissima di raggiungere la Terra. Questa scoperta è stata fatta utilizzando le sonde spaziali van Allen, lanciate nell’agosto 2012 proprio per studiare quelle fasce.

L’esistenza delle fasce di van Allen è conosciuta da decenni ma le loro caratteristiche non sono ancora ben conosciute. Per questo motivo la NASA ha investito parecchio nella costruzione di due navicelle gemelle in grado di lavorare in un ambiente che col tempo danneggia le apparecchiature elettroniche.

Daniel Baker ricevette un dottorato studiando sotto James van Allen e nel 2013, come professore e direttore del Laboratory for Atmospheric and Space Physics (LASP) dell’Università del Colorado a Boulder, ha diretto un team che ha usato le sonde van Allen in una ricerca che ha portato alla scoperta di una barriera tra le due fasce di van Allen.

Questa barriera sembra posta al confine interno della fascia di van Allen esterna e blocca quelli che vengono chiamati elettroni killer. Si tratta di particelle che colpiscono la magnetosfera terrestre a velocità vicine a quella della luce. La loro energia è tale da costituire una minaccia per gli astronauti e per le apparecchiature elettroniche, soprattutto durante le tempeste solari.

Daniel Baker ha paragonato questa barriera agli scudi deflettori creati da campi di forza in Star Trek per proteggere le astronavi da armi aliene. Si tratta di un fenomeno inaspettato che ha lasciato perplessi i ricercatori. Anche Shri Kanekal, uno degli scienziati della missione van Allen che lavora al Goddard Space Flight Center della NASA ha dichiarato che è qualcosa di completamente nuovo.

Non è chiaro cos’abbia determinato l’esistenza di questa barriera. I ricercatori hanno cominciato a valutare varie ipotesi ma le analisi dei dati raccolti sono appena all’inizio. Ora che la ricerca è stata pubblicata altri scienziati stanno facendo le loro valutazioni.

Le sonde van Allen continuano a lavorare perciò ci saranno molti altri dati da analizzare per cercare di capire la natura di questa barriera. Ora che questo fenomeno è stato scoperto, potrà essere esaminato da altri scienziati. Il confronto di idee che seguirà sarà sicuramente utile per capire l’origine di questa barriera che contribuisce a proteggere la Terra.

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