Stardance di Spider e Jeanne Robinson

Stardance di Spider e Jeanne Robinson
Stardance di Spider e Jeanne Robinson

Il romanzo “Stardance” (“Stardance”) di Spider e Jeanne Robinson è stato pubblicato per la prima volta nel 1979. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nel n. 13 de “Il LIbro d’Oro della Fantascienza” nella traduzione di Maria Teresa Tenore.

Shara Drummond avrebbe voluto fare la ballerina. Ha molto talento ma le ballerine devono essere piccole ed esili e Shara non è nessuna delle due cose. Il suo sogno sembra svanito, invece decide di creare la Danza delle Stelle, una nuova forma di ballo in assenza di peso e realmente tridimensionale.

Per poter sviluppare la sua idea, Shara fa di tutto per poter lavorare su una stazione spaziale. Lì la microgravità le potrà permettere di compiere evoluzioni del tutto impossibili sulla Terra. I suoi sforzi prolungati in quell’ambiente comportano però seri rischi per la sua salute ma anch’essi vengono messi in secondo piano quando degli alieni vengono avvistati.

In origine, “Stardance” era un romanzo breve pubblicato nel 1977 sulla rivista “Analog”. Ebbe molto successo e vinse i premi Hugo, Nebula e Locus e nel 1978 Spider e Jeanne Robinson pubblicarono a puntate i seguiti, sempre su “Analog”. Nel 1979 il romanzo breve originale e i seguiti vennero raccolti assieme a formare un romanzo.

Nel romanzo breve, Shara Drummond sviluppa la Danza delle Stelle, una forma di ballo che sfrutta l’assenza di gravità per essere totalmente tridimensionale. La sua avventura si incrocia con quella di Charlie Armstead, un ex ballerino la cui carriera è stata interrotta da un colpo d’arma da fuoco e narra la storia in prima persona.

Per poter mettere in atto la sua Danza delle Stelle, Shara si rivolge al miliardario Bryce Carrington, che dirige la stazione spaziale Skyfac. È disposta a tutto pur di realizzare il suo sogno, anche a rischiare la salute rimanendo per molto tempo in assenza di gravita.

Spider e Jeanne Robinson iniziarono la storia quando le stazioni spaziali erano un concetto molto sperimentale. I sovietici avevano lanciato la Salyut 1 nel 1971 e gli americani avevano lanciato lo Skylab nel 1973 perciò gli effetti a lungo termine della mancanza di gravità sul corpo umano non erano ancora ben conosciuti.

Da questo punto di vista, “Stardance” è un po’ datato ma se il lettore sospende la sua incredulità può godersi una storia davvero straordinaria. Jeanne Robinson era una coreografa e una ballerina e ha contribuito a dare alla storia una dimensione artistica unica, apprezzabile anche a chi come me non capisce nulla di danza.

Il romanzo breve originale è la storia del tentativo di Shara di realizzare il suo sogno superando ogni difficoltà. Essa diventa qualcosa di più grazie al contatto con un gruppo di alieni che arriva nel sistema solare. Il tema della danza come forma di comunicazione diventa centrale arrivando ad una conclusione sublime ed emozionante in tanti modi diversi.

Le parti successive che formano il romanzo espandono certi concetti di base della storia originale. La scoperta di alieni ha cambiato molte cose ma rimangono molte differenze a livello politico tra le varie nazioni della Terra. Anche da questo punto di vista il romanzo è un po’ datato ma secondo me ciò non toglie nulla alla trama.

Si nota la differenza tra il romanzo breve e le parti successive ma anche la continuità e non solo perché la storia continua a essere narrata in prima persona da Charlie. Gli elementi politici diventano molto più importanti perché le grandi potenze vengono coinvolte nei nuovi contatti con gli alieni ma la danza rimane un tema centrale.

Il romanzo breve ha una quantità ridotta di protagonisti, nelle parti successive ci sono parecchi personaggi importanti tra cui i rappresentanti delle grandi potenze mondiali. Ciò rende anche i rapporti più complessi, anche perché ci sono personaggi che hanno i loro piani personali e portano avanti i piani della loro nazione. Ci sono quindi sia rapporti personali che rapporti di potere.

Il romanzo breve è molto intenso, le altre parti che formano il romanzo diventano più cerebrali. Non è una storia d’azione nel senso comune ma il ritmo tende lo stesso ad essere elevato, soprattutto nella prima parte. Nonostante sia narrato in prima persona, ci sono vari personaggi ben sviluppati.

Quando un racconto viene trasformato in un romanzo è inevitabile confrontare le varie versioni, tanto più quando a quella breve vengono aggiunte altre parti per allungare la storia. Il romanzo breve è davvero straordinario ma secondo me le altre parti rimangono comunque molto buone. Per questo motivo consiglio di leggere la versione lunga di “Stardance”.

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