Salto nel vuoto di Frank Herbert e Bill Ransom

Salto nel vuoto di Frank Herbert e Bill Ransom
Salto nel vuoto di Frank Herbert e Bill Ransom

Il romanzo “Salto nel vuoto” (“The Jesus Incident”) di Frank Herbert e Bill Ransom è stato pubblicato per la prima volta nel 1979. È il seguito di “Progetto coscienza“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1221 di Urania e all’interno del n. 69 di “Millemondi” nella traduzione di Paola Andreaus. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

La Nave ha portato il suo equipaggio nel sistema di Tau Ceti e una colonia è stata stabilita sul pianeta Pandora. È tutt’altro che un paradiso, con forme di vita native letali per gli umani che sono in qualche modo interconnesse tra loro e attorno ad esse c’è il mistero dell’Avata. La vita per gli umani e i nuovi cloni è dura e la Nave non è contenta.

I coloni dovevano decidere come adorare la Nave ma ciò che sta succedendo non è soddisfacente. Per cambiare la situazione, risveglia dall’ibernazione Raja Flattery, il primo Cappellano-Psichiatra, e gli rivela la natura del test che sta conducendo. Raja deve aiutare i coloni a passare il test, in caso contrario la Nave eliminerà la colonia.

Oltre un decennio dopo aver scritto “Progetto coscienza”, Frank Herbert riprese la storia e, stavolta assieme al collega Bill Ransom cominciò a scrivere una trilogia di seguiti. Nella storia, è trascorso un tempo indeterminato dopo che la Nave ha raggiunto il sistema di Tau Ceti e l’equipaggio ha fondato una colonia su uno dei suoi pianeti, chiamato Pandora. Si tratta però di un mondo ostile, su cui ci sono forme di vita pericolose per gli umani.

Nell’agghiacciante finale del primo romanzo la Nave era diventata senziente in seguito alla creazione di una coscienza artificiale e aveva detto ai membri del suo equipaggio che devono decidere come adorarla. Il tema religioso era già presente in “Progetto coscienza” ma in “Salto nel vuoto” diventa preminente. La Nave è l’imperatore-Dio di Pandora, dirige la vita dei coloni e crea cloni, anche con modifiche genetiche per sperimentare varianti della normale forma umana.

Per molti versi, “Salto nel vuoto” riprende i temi del romanzo precedente rimischiandoli in maniera diversa. In questo caso l’ambientazione è più vasta e ci sono molti più personaggi, forse troppi per sviluppare al meglio i protagonisti, per varie sottotrame che rendono la storia davvero complessa. I rapporti all’interno della colonia sono difficili, anche perché i cloni sono vittima di razzismo.

In “Salto nel vuoto” non ci sono poche persone sotto forte stress costrette ad andare oltre i loro limiti ma c’è una piccola società in cui esistono anche lotte per il potere e per le risorse. In questa situazione, alcune persone che vengono riconosciute come leader influenzano gli altri nel bene e nel male. Questi sviluppi dei temi tipici di Frank Herbert sono più vicini a quelli visti nella serie di Dune che in quella di Pandora.

Tutti questi elementi rendono “Salto nel vuoto” davvero intrigante ma i difetti mi sembrano simili a quelli di “Progetto coscienza”, in particolare riguardo alla frammentazione della trama. Le storie dei vari protagonisti sembrano a volte andare in direzioni divergenti, rendendo il romanzo poco omogeneo.

C’è di buono che in “Salto nel vuoto” il ritmo è spesso ben più elevato rispetto al romanzo precedente. In questo caso, la trama è portata avanti anche dagli eventi e non quasi solo dalle conversazioni tra i protagonisti. Questa è una delle differenze più profonde rispetto a “Progetto coscienza”, che era ambientato nella Nave.

A differenza del primo romanzo, “Salto nel vuoto” è nato come parte di una serie perciò ha un finale che però è lasciato molto aperto ai suoi seguiti. Per questo motivo, è meglio leggere anche i due romanzi successivi per sapere come va avanti la storia.

“Salto nel vuoto” e il resto del ciclo di Pandora non sono certo celebri quanto la serie di Dune ma attorno ad essi è nato un piccolo culto. Il risultato è che elementi di questi romanzi hanno influenzato vari videogiochi. Anche il film “Avatar” sembra essersi ispirato a questo ciclo per alcuni elementi del pianeta Pandora, anche se la storia del film è sostanzialmente quella di Pocahontas in versione fantascientifica.

Nonostante le notevoli differenze rispetto a “Progetto coscienza”, complessivamente ho avuto da “Salto nel vuoto” impressioni per molti versi simili. Alcuni elementi mi sembrano funzionare e altri no, anche se non sono esattamente gli stessi del primo romanzo. È quasi paradossale che il risultato sia allo stesso tempo molto simile e diverso.

La conclusione è che il mio giudizio di “Salto nel vuoto” è analogo a quello del romanzo precedente. Anche in questo caso, per le sue particolarità mi sento di consigliarlo ai fan di Frank Herbert, che già hanno una certa abitudine ai suoi temi tipici, e a chi apprezza il tipo di temi affrontati.

[ad name=”eBayAmazonITUKFrankHerbert”]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *