Il prefetto di Alastair Reynolds

Il prefetto di Alastair Reynolds
Il prefetto di Alastair Reynolds

Il romanzo “Il prefetto” (“The Prefect”) di Alastair Reynolds è stato pubblicato per la prima volta nel 2007. Fa parte della serie della Rivelazione. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella collana “FanucciChrono” nella traduzione di Stefano A. Cresti.

Tom Dreyfus è forse il miglior prefetto operativo di Panoply, la forza di polizia che protegge la Fascia splendente, formata dai diecimila habitat che orbitano attorno al pianeta Yellowstone. Un incarico di routine mette in luce una vulnerabilità nel sistema di votazione che regola la democrazia nella fascia splendente perciò un aggiornamento viene rapidamente preparato e Thalia Ng, una delle assistenti di Dreyfus, viene incaricata di propagarlo su tutti gli habitat. Per sicurezza, va di persona a installare l’aggiornamento su alcuni habitat ma ad un certo punto qualcosa va storto.

La distruzione di un habitat è un evento eccezionale e Tom Dreyfus deve condurre l’indagine. La soluzione sembra facile visto che tutto fa pensare che il colpevole sia il Capitano di un’astronave Ultra che, dopo una trattativa commerciale andata male, ha usato la sua astronave per distruggere l’habitat. Gli Ultra gestiscono autonomamente la questione ma il Capitano, in punto di morte, giura la sua innocenza. C’è qualcosa che non torna e Dreyfus indaga più a fondo ma qualcuno cerca di impedirglielo in tutti i modi.

Alastair Reynolds è conosciuto soprattutto per le sue space opera, in particolare quelle ambientate nell’universo della Rivelazione. “Il prefetto” è un romanzo diverso, ambientato tutto nel sistema di Yellowstone, ed è fondamentalmente un giallo con elementi politici e sociali. Anche se viene spesso nominata la famiglia Sylveste, protagonista di “Rivelazione“, questo romanzo è del tutto autonomo perciò può essere letto senza alcun problema da chi non conosce quest’universo narrativo.

“Il prefetto” è ambientato prima degli altri romanzi della serie della Rivelazione, nell’epoca d’oro di Yellowstone. La Fascia splendente, l’insieme di diecimila habitat che orbitano attorno al pianeta, è all’apice del suo splendore ed è una democrazia in cui la tecnologia permette ai cittadini di votare con estrema rapidità qualsiasi proposta o richiesta delle autorità.

Nella Fascia splendente non c’è un sistema politico / sociale unico ma ogni habitat può liberamente scegliere in maniera democratica quello preferito dalla maggioranza dei suoi cittadini. In questo modo, ogni abitante della Fascia splendente può scegliere di vivere nell’habitat con il sistema politico / sociale che più gli piace, sempre che vi sia ammesso.

Gli sviluppi tecnologici hanno portato alla nascita di modi di vita nuovi, anche estremi. Tuttavia, nonostante l’abbondanza di scelte, anche nel XXV secolo esistono “pecore”, persone che hanno bisogno di qualcuno che decida per loro. Per questo motivo, tra gli habitat esistono alcune tirannie volontarie, in cui i cittadini hanno solo pochissimi diritti fondamentali e per il resto devono sottostare al potere dei governanti locali.

Le tirannie volontarie tendono a degenerare diventando oppressive quanto le tirannie del passato. In uno di questi casi, l’intervento di Panoply ha sconvolto il prefetto Gaffney, che ha cominciato a chiedergli quanto la democrazia della Fascia splendente funzioni davvero. Gaffney è il capo della sicurezza di Panoply e quegli eventi hanno provocato in lui la paura che gli abitanti della Fascia splendente non siano in grado di gestire la loro sicurezza e i poteri di Panoply siano troppo limitati per assicurarla.

Il maestro Yoda una volta disse che “La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.” e Alastair Reynolds ha imparato bene quella lezione. Gaffney è sinceramente preoccupato per la sicurezza dei cittadini della Fascia splendente e finisce per pensare che qualche limitazione delle loro libertà possa essere il giusto compromesso.

Nel caso di Gaffney, non è una visione a convincerlo definitivamente che limitare le libertà dei cittadini della Fascia splendente sia la soluzione ma è la misteriosa Aurora a convincerlo che qualcosa dev’essere fatto per impedire una catastrofe che nel futuro distruggerebbe quella civiltà. Gaffney non vuole il potere ma si fa convincere che esiste una minaccia che giustifichi la limitazione della libertà dei cittadini in nome della loro sicurezza.

In questa situazione, Alastair Reynolds sviluppa le macchinazioni di Aurora con la collaborazione di Gaffney. Le indagini del prefetto Tom Dreyfus e il lavoro della sua assistente Thalia Ng finiscono per essere tutti collegati al tentativo di compiere un vero e proprio colpo di stato.

Nel corso del romanzo, Tom Dreyfus e i suoi assistenti scoprono pian piano i piani di Aurora e la sua vera identità assieme al coinvolgimento di Gaffney. Ciò non basterà e gli sviluppi della storia sono legati ad altri eventi del passato di Tom Dreyfus e precisamente al caso dell’Orologiaio. Si tratta di un crimine compiuto anni prima che ha avuto pesanti conseguenze che continuano ancora. Gli eventi legati ad Aurora porteranno a scoprire verità nascoste anche sull’Orologiaio.

Il risultato è una storia complessa in cui Alastair Reynolds usa i generi giallo e fantascienza per esplorare problemi politici e sociali. I cittadini della Fascia splendente cercano di costruire un’utopia che rimane imperfetta perché gli esseri umani sono imperfetti. Nonostante la tecnologia avanzatissima, i loro problemi sono sostanzialmente quelli odierni.

Gli altri romanzi della serie della Rivelazione erano a volte verbosi e il ritmo rallentava per permettere di inserire varie informazioni. Ne “Il prefetto” Alastair Reynolds riesce a mantenere il ritmo piuttosto elevato e anche la tensione in una storia piena di colpi di scena. Questo romanzo ha in comune con gli altri la presenza di molti personaggi e inevitabilmente solo i più importanti sono sviluppati.

“Il prefetto” è un romanzo che ho trovato bellissimo, con vari misteri intriganti ma anche tanti spunti di riflessione in una storia piena dei tipici elementi di fantascienza “hard” di Alastair Reynolds. Consigliatissimo!

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