Un buco coronale quadrato sulla superficie del Sole

Il buco coronale quadrato sulla superficie del Sole (Immagine Solar Dynamics Observatory/NASA)
Il buco coronale quadrato sulla superficie del Sole (Immagine Solar Dynamics Observatory/NASA)

La sonda spaziale della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO) ha scoperto un buco coronale dalla forma quadrata nella corona del Sole, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Esso è molto a sud sul Sole perciò è improbabile che il vento solare originato in quell’area raggiunga la Terra.

I buchi coronali sono stati scoperti grazie ai telescopi a raggi X del laboratorio spaziale Skylab, che hanno potuto studiare la corona solare oltre l’atmosfera terrestre. Nonostante il nome, essi non sono buchi bensì aree in cui la corona Solare è più scura e fredda delle aree circostanti e dove il plasma ha una densità inferiore. In occasione del minimo solare, i buchi coronali possono essere trovati soprattutto nelle regioni polari del Sole, invece durante il massimo solare possono essere trovati su tutta la sua superficie.

Il picco del ciclo solare, che dura 11 anni, è stato raggiunto l’anno scorso. In quel periodo, il Sole produceva più macchie solari e tempeste solari del normale. Per questo motivo, c’erano preoccupazioni perché le tempeste solari possono far sentire i loro effetti anche sulla Terra. Nonostante la presenza del campo magnetico terrestre che fa da scudo, una tempesta solare particolarmente violenta può creare disturbi nelle trasmissioni radio e, nei casi più gravi, perfino danni alla rete di distribuzione dell’elettricità.

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La sonda spaziale SDO è stata lanciata l’11 febbraio 2010 proprio con lo scopo di studiare il Sole e la sua influenza sulla Terra e sullo spazio circostante. Nel corso di questi quattro anni, tra le tante osservazioni effettuate c’è anche quella dei buchi coronali. Questi fenomeni possono avere qualsiasi tipo di forma e dimensione perciò il fatto che quello osservato nei giorni scorsi abbia una forma quasi esattamente quadrata è solo un caso.

Per la precisione, le immagini inserite nel breve video pubblicato dal gruppo che gestisce la missione SDO alla NASA sono state scattate tra il 5 e il 7 maggio. La missione SDO è una delle poche attualmente concentrata sullo studio del Sole ed è importante perché l’attività solare ha forti influenze sulla Terra. In questo caso, ha scoperto un fenomeno che in realtà non è eccezionale dal punto di vista scientifico ma certamente curioso.

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