Ben 715 nuovi esopianeti trovati in un colpo solo con un nuovo tipo di analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler

Concetto artistico di vari sistemi planetari multipli trovati grazie al telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA)
Concetto artistico di vari sistemi planetari multipli trovati grazie al telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA)

Ieri la NASA ha annunciato una scoperta davvero sensazionale perché si tratta di ben 715 nuovi esopianeti. Sono i risultati di un nuovo tipo di analisi effettuata sui dati raccolti nei primi due anni di osservazioni del telescopio spaziale Kepler. Questo nuovo metodo ha permesso di confermare che 305 stelle hanno un sistema planetario multiplo. Finora, erano stati confermati quasi 1.000 pianeti perciò la conferma di altri 715 in un colpo solo rappresenta un enorme balzo in avanti nella ricerca di esopianeti.

La ricerca di esopianeti va avanti da circa vent’anni ma finora è stato un lavoro davvero lungo e complicato. Questo perché ogni singola stella doveva essere esaminata in maniera individuale per cercare di individuare le possibili tracce di un pianeta. L’enorme esperienza accumulata in questi anni ha però permesso di creare un nuovo metodo di analisi statistica che può essere applicato a molti pianeti contemporaneamente quando vengono trovati in sistemi con più pianeti.

Un team di ricercatori guidati da Jack Lissauer, uno scienziato planetario all’Ames Research Center della NASA, ha analizzato stelle con più di un potenziale pianeta tra le candidate scoperte nel corso dei primi due anni della missione Kepler, tra il maggio 2009 e il marzo 2011.

Questa tecnica è stata chiamata verifica tramite molteplicità e ha basi statistiche. Delle 150.000 stelle osservate dal telescopio spaziale Kepler, alcune migliaia hanno rivelato candidati pianeti. Tra queste, alcune centinaia hanno candidati multipli. Si tratta di oggetti che transitano di fronte ad una stella perciò si può supporre che si tratti di pianeti. Ciò perché se si trattasse di stelle, non ci potrebbe essere una configurazione gravitazionale stabile perciò deve trattarsi di pianeti.

Quasi il 95% dei 715 pianeti confermati con questa tecnica statistica sono più piccoli di Nettuno. Ciò è molto interessante perché in passato le scoperte riguardavano soprattutto giganti gassosi spesso più grandi di Giove. Quattro dei nuovi pianeti scoperti hanno una dimensione inferiore a 2,5 volte quella della Terra e la loro orbita è nella zona abitabile della loro stella, quella in cui la temperatura sulla loro superficie potrebbe essere adatta ad avere acqua liquida.

Tra i pianeti più interessanti c’è Kepler-296f, che ha una dimensione che è circa il doppio di quella della Terra. Esso orbita attorno ad una stella che ha una dimensione metà di quella del Sole. Le caratteristiche di questo pianeta devono ancora essere studiate per capire se abbia oceani d’acqua o se sia più simile a Nettuno, con uno strato molto spesso di idrogeno ed elio.

Questo nuovo metodo di ricerca di sistemi planetari multipli permetterà di trovarne molti altri perché c’è ancora un’enorme quantità di dati da analizzare. Ciò ci permetterà di capire molto meglio se il nostro sistema solare è un’anomalia o se i sistemi planetari multipli sono normali e quanti hanno pianeti nella loro zona abitabile.



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