La sonda spaziale Rosetta si è risvegliata ed è pronta per raggiungere la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

La sonda spaziale Rosetta durante il test nel simulatore spaziale (Foto ESA–A. Van der Geest)
La sonda spaziale Rosetta durante il test nel simulatore spaziale (Foto ESA–A. Van der Geest)

Ieri era quasi sera in Europa quando l’ESA ha ricevuto il primo segnale dalla sonda spaziale Rosetta. Esso ha confermato che essa si è regolarmente risvegliata dopo aver trascorso circa due anni e mezzo in ibernazione. È quindi cominciata la fase di test degli strumenti per verificare che tutti funzionino correttamente. Rosetta è comunque in rotta verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

La sonda spaziale Rosetta è chiamata così ispirandosi alla stele di Rosetta, il cui studio contribuì in maniera decisiva alla decifrazione dei geroglifici egizi. Nel caso della sonda, la speranza è che contribuisca a decifrare un linguaggio fatto di fisica e chimica visto che ha lo scopo di aiutare a capire come fosse il sistema solare prima che i pianeti si formassero.

La sonda spaziale Rosetta include il lander Philae, chiamato come l’isola nel fiume Nilo in cui venne trovato un obelisco che aiutò a decifrare la stele di Rosetta. Esso dovrà atterrare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko usando due arpioni per ancorarsi alla sua superficie. La sua missione durerà almeno una settimana ma potrebbe essere estesa anche per qualche mese.

La missione Rosetta rappresenta il culmine degli studi delle comete cominciati negli anni ’80, quando l’avvicinamento della celebre cometa di Halley portò l’ESA a lanciare la sua prima sonda spaziale verso lo spazio profondo. Anche la NASA aveva piani riguardanti lo studio delle comete ma problemi di budget hanno costretto l’agenzia americana a metterli da parte. La NASA ha comunque fornito alla missione Rosetta alcuni strumenti, la collaborazione dei suoi scienziati e del Deep Space Network per le comunicazioni.

In origine, la cometa da studiare doveva essere la 46P/Wirtanen ma un fallimento nel lancio di un razzo vettore Ariane 5 nel dicembre 2002 causò un blocco dei lanci fino alla fine dell’indagine sul problema. Il progetto venne modificato e la sonda spaziale Rosetta venne lanciata assieme al lander Philae il 26 febbraio 2004 su un razzo vettore Ariane 5.

Le prime parti della missione della sonda spaziale Rosetta sono già state compiute. Il 5 settembre 2008, la sonda è passata nelle vicinanze dell’asteroide 2867 Šteins e il 10 luglio 2010 è passata nelle vicinanze dell’asteroide 21 Lutetia. In entrambi i casi, sono state scattate parecchie fotografie.

Nel giugno 2011, la sonda spaziale Rosetta è stata messa in uno stato di ibernazione per limitare il consumo di energia e propellente. Ciò perché a quel punto la sua distanza dal Sole era tale che l’energia ricevuta dai pannelli solari era troppo poca perché rimanesse inutilmente in piena attività. Solo alcuni sistemi indispensabili sono rimasti attivi soprattutto per mantenere la loro temperatura a livelli sufficienti a evitare guasti.

L’orbiter della sonda spaziale Rosetta è dotato di 12 strumenti mentre il lander Philae ne ha altri 9. Si tratta di macchine fotografiche, vari spettrografi e altri analizzatori che serviranno a studiare la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in maniera molto più approfondita di quanto sia mai stato fatto prima.

Le prime immagini della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dovrebbero essere scattate nel maggio 2014. Il rendezvous vero e proprio è previsto per agosto. È una missione che va ben oltre qualsiasi cosa sia stata tentata prima perciò scienziati e tecnici dell’ESA dovranno affrontare parecchie sfide. Il risultato sarà una maggiore conoscenza delle comete con nuove informazioni sul periodo in cui il sistema solare si è formato.

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