Doctor Who – The Day of the Doctor

Matt Smith alla San Diego Comic-Con International di San Diego nel 2012
Matt Smith alla San Diego Comic-Con International di San Diego nel 2012

Nota. Questa recensione contiene moltissimi spoiler su “The Day of the Doctor”!

Ieri, in molte nazioni del mondo è andato in onda “The Day of the Doctor”, l’episodio speciale per il Cinquantesimo Anniversario di “Doctor Who” scritto da Steven Moffat e diretto da Nick Hurran.

Mentre l’Undicesimo Dottore (Matt Smith, foto ©Gage Skidmore) e Clara (Jenna Coleman) sono nel Tardis, un elicottero lo aggancia e lo porta alla National Gallery. Lì Kate Stewart spiega loro che ciò è stato fatto per ordine della regina Elisabetta I, che ha lasciato precise istruzioni riguardanti due strani dipinti tridimensionali.

Nel corso della Guerra Temporale, il Dottore della Guerra (John Hurt) deve affrontare la minaccia più terribile quando i Dalek riescono a superare le difese dei Time Lord e scendono su Gallifrey con lo scopo di sterminarne tutta la popolazione. In quel momento disperato, l’unica scelta sembra quella di usare l’arma definitiva, talmente potente che può distruggere entrambe le fazioni. È talmente sofisticata che il suo sistema operativo è cosciente e assume le sembianze di Rose Tyler (Billie Piper) per permettere al Dottore di capire quale sia la scelta giusta.

Il Decimo Dottore (David Tennant) è nel XXVI secolo assieme alla regina Elisabetta I ma gli Zygon vogliono sostituirla per iniziare un piano a lungo termine per la conquista della Terra. Il piano viene disturbato dall’arrivo dell’Undicesimo Dottore e del Dottore della Guerra.

Per il Cinquantesimo Anniversario di “Doctor Who” il produttore esecutivo Steven Moffat aveva promesso un episodio che avrebbe cambiato la serie e ha mantenuto la promessa. Alla fine della settima stagione, aveva presentato il Dottore della Guerra, l’incarnazione che aveva combattuto nella Guerra Temporale distruggendo Gallifrey assieme ai Dalek. Per questo motivo, le sue successive incarnazioni l’avevano sostanzialmente rinnegato ma per loro è arrivato il momento di affrontare quel passato terribile.

“The Day of the Doctor” è però anche una grande celebrazione della saga di “Doctor Who”. L’inizio dell’episodio contiene una serie di riferimenti al primo episodio di “An Unearthly Child“, anche con piccoli particolari che appaiono per pochi secondi ma che sono molto significativi per chi ha visto quella prima avventura.

Inevitabilmente, la parte principale della trama finisce per riguardare il Dottore e l’incontro di tre sue incarnazioni. Le avventure multi-Dottore storicamente hanno i loro limiti perché l’interazione tra i vari Dottori finisce per mettere in ombra la trama. In “The Day of the Doctor” secondo me è stato raggiunto un buon equilibrio da questo punto di vista.

In “The Day of the Doctor” il Dottore deve affrontare il trauma più grande della sua vita, ovvero la Guerra Temporale e la distruzione di Gallifrey. Tutta la nuova serie di “Doctor Who” si basa su quel fondamento e anche se dopo secoli l’Undicesimo Dottore ha in almeno parzialmente superato quel trauma, l’incontro con il Dottore della Guerra è ancora complicato.

Alla fine, l’episodio rappresenta una sorta di psicanalisi per il Dottore, che alla fine deve accettare ciò che ha fatto. Quella che è la vera bomba intelligente guida il Dottore della Guerra, ma indirettamente anche gli altri due, in un’introspezione che gli permette di ritrovare se stesso come Dottore. Solo in quel momento i tre Dottori trovano la serenità necessaria a trovare un’alternativa ad una scelta che sembrava non esistere.

È appropriato che nel momento in cui il Dottore in un certo senso ritrova se stesso, tutti i Dottori del passato arrivino per salvare Gallifrey e per qualche secondo appare anche Peter Capaldi, il Dodicesimo Dottore. Con tutti i 13 Dottori assieme, l’universo può gioire, oppure tremare.

Questo cambiamento potrebbe spiegare perché alla fine dell’era del Decimo Dottore i Time Lord fossero ricomparsi anche se in teoria erano stati distrutti. Non tutto dev’essere andato bene perché sappiamo già che Elisabetta I negli anni successivi a quegli eventi finirà per considerare il Dottore come il suo nemico giurato.

Se alla fine di “The Day of the Doctor” non eravate sufficientemente commossi, soprattutto chi a suo tempo ha visto il Quarto Dottore è stato colpito dal cameo di Tom Baker. Come l’inizio dell’episodio è stato un omaggio all’inizio della saga, la fine è stata un omaggio al Dottore che per alcuni versi ha segnato la saga più degli altri.

Alla fine, “The Day of the Doctor” è uno straordinario e commovente omaggio a “Doctor Who” che allo stesso tempo rilancia la serie per il suo futuro. Offre molto ai fan con i tanti omaggi e con tante strizzate d’occhio nelle battute. Per tutti questi motivi e altri ancora è secondo me un episodio eccezionale e degno di questa grandissima occasione.

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