La NASA conferma che la sonda spaziale Voyager 1 è nello spazio interstellare

Un disegno della rotta delle sonde Voyager
Un disegno della rotta delle sonde Voyager (fonte NASA)

La NASA ha confermato che la navicella spaziale Voyager 1 ha raggiunto lo spazio interstellare. La discussione andava avanti da ormai un anno perché si tratta di un territorio inesplorato che, come succede tipicamente in questi casi, riserva qualche sorpresa. Gli scienziati che hanno effettuato le analisi dei dati ricevuti dalla Voyager 1 hanno concluso che la navicella spaziale abbia raggiunto lo spazio interstellare nell’agosto 2012.

Nella conferenza stampa tenuta ieri dalla NASA, è con comprensibile emozione che il Dottor Ed Stone, che è stato parte delle missioni Voyager fin dal 1972, ha annunciato che la navicella spaziale Voyager 1 è nello spazio interstellare. Tale conclusione è stata resa difficile dalle caratteristiche inattese dell’area di confine del sistema solare, che ha costretto gli scienziati a rivedere in parte le loro teorie.

Circa tre anni fa, la navicella spaziale Voyager 1 raggiunse l’area chiamata “termination shock”, ai confini del sistema solare. A quel punto, gli scienziati si aspettavano che prima o poi la direzione del campo magnetico cambiasse perché l’influenza del Sole non era più sufficiente dal punto di vista elettromagnetico. Ciò non è successo perciò gli scienziati si sono concentrati sulle caratteristiche del plasma.

All’esterno dell’eliosfera, che è l’area dello spazio in cui il vento solare fa sentire la sua influenza, i gas ionizzati non sono più quelli provenienti dal Sole ma si tratta di plasma che arriva da altre stelle dopo un viaggio durato anche milioni di anni. Nonostante le distanze coperte, il plasma interstellare è più denso di quello solare.

Misurare le caratteristiche del plasma è stato complicato perché ormai solo alcuni strumenti della navicella spaziale Voyager 1 funzionano ancora. Gli scienziati hanno dovuto utilizzare uno strumento che originariamente era secondario per la rilevazione delle onde magnetiche nel plasma, sulle antenne da 10 metri. Un colpo di fortuna è arrivato da un’espulsione di massa coronale proveniente dal Sole.

La navicella spaziale Voyager 1 è ormai distante dal sole circa 19 miliardi di chilometri perciò l’espulsione di massa coronale avvenuta nell’marzo 2012 ha raggiunto la Voyager 1 solo nell’aprile 2013. A quel punto, il plasma attorno alla sonda ha cominciato a vibrare come la corda di un violino. Il tono dell’oscillazione ha permesso agli scienziati di determinare la densità del plasma, che è risultata essere oltre quaranta volte più densa di quelle rilevate negli strati più esterni dell’eliosfera. Era il livello di densità che ci si attendeva nello spazio interstellare.

Ora la sonda spaziale Voyager 1 è ufficialmente nello spazio interstellare ma allo stesso tempo è ancora nel sistema solare. Infatti, la nube di Oort, molto più lontana dal Sole della Voyager 1, è considerata parte del sistema solare. Alla fine è una questione di definizioni.

La conferenza stampa tenuta ieri dalla NASA è stata in stile Star Trek. Ciò è appropriato perché la missione della sonda spaziale Voyager 1, come quella della sua gemella Voyager 2 e di tante altre sonde, segue lo stesso spirito della celebre saga fantascientifica. Questa però è scienza, non fantascienza, e la Voyager 1 è davvero andata là dove nessuno è mai giunto prima.



Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *