Il telescopio spaziale Herschel ha terminato la sua missione

Immagine composta con il telescopio spaziale Herschel e sullo sfondo la regione Vela C (Immagine ESA/PACS & SPIRE Consortia, T. Hill, F. Motte, Laboratoire AIM Paris-Saclay, CEA/IRFU – CNRS/INSU – Uni. Paris Diderot, HOBYS Key Programme Consortium)
Immagine composta con il telescopio spaziale Herschel e sullo sfondo la regione Vela C (Immagine ESA/PACS & SPIRE Consortia, T. Hill, F. Motte, Laboratoire AIM Paris-Saclay, CEA/IRFU – CNRS/INSU – Uni. Paris Diderot, HOBYS Key Programme Consortium)

All’inizio di questa settimana è arrivata la conferma che il telescopio spaziale Herschel dell’ESA ha esaurito l’elio liquido che manteneva i suoi strumenti alle temperature bassissime necessarie a funzionare. L’aumento delle temperature segna quindi la fine della sua missione dopo quasi quattro anni di lavoro.

Il telescopio spaziale Herschel venne lanciato il 14 maggio 2009 su un razzo Ariane 5 ECA. Fu un evento straordinario perché si trattò di un lancio multiplo che portò in orbita anche il Planck Surveyor, un altro protagonista delle ricerche sull’universo degli ultimi anni. Entrambi vennero posizionati su orbite di Lissajous nel secondo punto di Lagrange del sistema Sole-Terra, a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra.

L’obiettivo del telescopio spaziale Herschel era di studiare la formazione delle galassie nell’universo primordiale e la loro evoluzione, la formazione delle stelle, la composizione chimica di pianeti, satelliti e comete e la chimica molecolare dell’universo. Per fare ciò ha utilizzato uno specchio primario da 3,5 metri di diametro, il più grande per un telescopio spaziale agli infrarossi, e strumenti molto sofisticati.

Herschel è stato dotato di due fotocamere con spettrometri: la PACS (Photodetecting Array Camera and Spectrometer) e la SPIRE (Spectral and Photometric Imaging Receiver), in grado di osservare la luce infrarossa con una sensibilità mai vista prima, e dello spettrometro ad altissima risoluzione HIFI (Heterodyne Instrument for the Far Infrared).

Per evitare che il calore dello stesso telescopio spaziale Herschel disturbasse le osservazioni a causa delle emissioni infrarosse, era necessario mantenere i suoi strumenti a temperature vicine allo zero assoluto. 2.300 litri di elio liquido hanno mantenuto le temperature richieste per quasi quattro anni ma nel corso del tempo il refrigerante è evaporato.

Il telescopio spaziale Herschel ha compiuto oltre 35.000 osservazioni scientifiche per oltre 25.000 ore di dati. Gli obiettivi sono stati moltissimi e diversi, dall’anello attorno alla stella Fomalhaut all’acqua nella stratosfera di Giove. La quantità di dati è tale che gli astronomi potranno studiarli ancora per qualche anno.

A causa della necessità di mantenere gli strumenti di Herschel a temperature bassissime, la sua missione aveva una scadenza. Alla fine, la sua vita è durata un po’ più di quanto fosse stato previsto e l’esaurimento dell’elio liquido era ormai atteso di giorno in giorno. Per qualche tempo verranno condotti alcuni test tecnici su questo telescopio spaziale e fra qualche settimana verrà immesso in un’orbita attorno al Sole, perciò non costituirà un rifiuto spaziale pericoloso.

Oltre ai grandi risultati astronomici, il telescopio spaziale Herschel ha permesso di ottenere progressi tecnologici necessari per costruirlo. Alcune tra le prossime missioni spaziali beneficeranno di questi progressi, come ad esempio il telescopio spaziale James Webb, che sicuramente ci permetterà di scoprire altri segreti dell’universo.



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