La sonda spaziale Dawn ha lasciato l’asteroide gigante Vesta per dirigersi verso il pianeta nano Cerere

L'asteroide Vesta (foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)
L’asteroide Vesta (foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Ieri il centro controllo della missione della sonda spaziale Dawn ha ricevuto la conferma che la navicella è uscita dal campo gravitazionale dell’asteroide gigante Vesta e si è regolarmente messa in viaggio verso il pianeta nano Cerere.

La sonda spaziale Dawn è rimasta nelle vicinanze dell’asteroide gigante Vesta per quasi esattamente un anno analizzandolo con i suoi strumenti e inviando enormi quantità di dati al centro di controllo sulla Terra. Vesta è il secondo corpo celeste per grandezza della cintura di asteroidi tra Marte e Giove e nel corso dell’ultimo anno Dawn ne ha progressivamente scoperto la straordinaria e violenta storia.

Le informazioni ottenute sull’asteroide gigante Vesta fanno ora pensare che si tratti di un protopianeta, una sorta di fossile della fase iniziale della storia del sistema solare, ed è possibile che la sua classificazione sia rivista e venga inserito tra i pianeti nani.

La sonda spaziale Dawn è dotata di un sistema di propulsione a ioni di xeno che ha una potenza ridotta ma può essere impiegato per lunghi periodi per dirigerla verso ogni destinazione. Ad esempio, Dawn ha impiegato oltre un mese per uscire dal campo gravitazionale dell’asteroide gigante Vesta e iniziare il suo viaggio verso il pianeta nano Cerere.

C’è stato un ritardo rispetto al programma originale a causa di un problema con una delle ruote di reazione della sonda spaziale Dawn, che fa parte del sistema che permette alla navicella di orientarsi con precisione. La ruota aveva sviluppato un eccessivo attrito perciò era stata spenta. Un problema simile era successo con un’altra ruota di reazione nel giugno 2010.



La sonda spaziale Dawn può utilizzare i propulsori per orientarsi ma il sistema a ruote viene alimentato dai pannelli solari, quindi usando una fonte rinnovabile, mentre lo xeno a disposizione è ovviamente in quantità finita. La navicella ha però bisogno di sufficiente propellente per raggiungere Cerere e per modificare la sua orbita attorno a questo pianeta nano per studiarlo adeguatamente. Gli ingegneri della NASA ritengono che Dawn possa concludere la sua missione anche senza utilizzare le ruote di reazione ma ovviamente sarebbe meglio poter utilizzare questo sistema di orientamento risparmiando il propellente per altre evenienze.

La prima parte della missione della sonda spaziale Dawn ha già dato ottimi frutti e l’analisi dei dati ottenuti contribuirà a svelare i segreti della formazione del sistema solare e di conseguenza anche della Terra. L’arrivo della navicella nelle vicinanze di Cerere è prevista per il febbraio 2015 e gli scienziati della NASA si aspettano già altre sorprese.

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