Il Mars Rover Curiosity ha testato con successo il suo laser

Immagine composita che mostra il test della ChemCam effettuato dal Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech/LANL/CNES/IRAP)
Immagine composita che mostra il test della ChemCam effettuato dal Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech/LANL/CNES/IRAP)

Il Mars Rover Curiosity è atterrato su Marte due settimane fa e ieri ha testato per la prima volta il suo laser su una roccia della dimensione di un pugno chiamata Coronation.

Tra gli strumenti del Mars Rover Curiosity c’è la Chemistry and Camera (ChemCam), un sistema laser induced breakdown spectroscopy (LIBS), che significa che permette di effettuare analisi quantitative e qualitative studiando lo spettro ottico emesso dal plasma generato da un raggio laser che colpisce un campione.

In sostanza, la ChemCam ha colpito la roccia con trenta impulsi laser di un MegaWatt e della durata di cinque nanosecondi ciascuno nell’arco di dieci secondi, di conseguenza gli atomi della roccia colpiti sono stati trasformati in plasma ionizzato che emette luce. La ChemCam ha registrato questa luce nelle frequenze dell’ultravioletto, della luce visibile e dell’infrarosso per un totale di 6.144 lunghezze d’onda e l’ha analizzata con i suoi tre spettrometri per ottenere informazioni sugli elementi contenuti nella roccia.

L’immagine mostra la roccia Coronation con un ingrandimento che la mostra prima del test nel cerchio e il particolare della parte colpita dal laser della ChemCam nel quadrato con un ulteriore ingrandimento.

La ChemCam è stata sviluppata e costruita nell’arco di otto anni dal National Laboratory di Los Alamos assieme all’agenzia governativa francese che si occupa della attività spaziali Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) e al centro di ricerca francese Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS). Questo tipo di sistema ha avuto un notevole sviluppo nell’ultimo decennio ed è stato utilizzato per indagare su ambienti estremi che vanno dall’interno di reattori nucleari al fondo dei mari. La ChemCam del Mars Rover Curiosity è la prima applicazione di questa tecnologia nell’esplorazione di un altro pianeta.

Gli scienziati che si occupano della ChemCam si sono detti molto soddisfatti dei risultati di questo primo test, dal quale hanno ottenuto dati perfino migliori rispetto ai test effettuati sulla Terra. Questo significa che si possono aspettare grandi risultati dall’uso della ChemCam nel corso dei due anni terrestri di missione del Mars Rover Curiosity.

Ci sono infatti migliaia di possibili obiettivi per la ChemCam nel corso del viaggio che il Mars Rover Curiosity sta per iniziare per raggiungere il monte Sharp. Anche questa parte della missione è solo all’inizio.

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