50 anni fa il primo volo spaziale di Yuri Gagarin sulla Vostok 1

La capsula della Vostok 1 all'RKK Energiya museum di Korolev
La capsula della Vostok 1 all’RKK Energiya museum di Korolev

Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo a partire per un volo spaziale sull’astronave Vostok 1 (foto ©Errabee).

Le astronavi Vostok vennero progettate sia per le missioni spaziali che per il programma di satelliti spia dell’URSS a partire dal 1960. Nel corso degli anni i modelli delle Vostok vennero migliorati per poi evolversi anche nel programma Voshkod. La Vostok 1 apparteneva al modello Vostok 3KA e venne progettata dal pioniere dell’astronautica Sergei Korolev.

La corsa allo spazio era stata iniziata dall’URSS nel 1957 con la messa in orbita del satellite artificiale Sputnik 1, il passo successivo consisteva nel mandare un uomo nello spazio e per la prima missione venne selezionato Yuri Gagarin, un pilota dell’aviazione sovietica.

La mattina del 12 aprile 1961 la Vostok 1 partì, entrò in orbita e dopo aver fatto il giro del mondo Yuri Gagarin cominciò le procedure di rientro. Il modulo di servizio doveva distaccarsi ma alcuni cavi lo mantennero attaccato al resto dell’astronave per un po’ più del previsto prima di rompersi. Nel corso dell’atterraggio Gagarin si eiettò ed aprì il suo paracadute mentre il modulo di servizio della Vostok atterrò con un proprio paracadute. Quest’ultima circostanza venne però rivelata solo dieci anni dopo e inizialmente i sovietici sostennero che Gagarin fosse atterrato nella capsula della Vostok.

Ufficialmente gli USA si complimentarono per l’impresa ma chiaramente lo smacco fu notevole. Oggi il volo di Gagarin sembra banale ma all’epoca era un’impresa straordinaria. Il presidente John F. Kennedy promise letteralmente la Luna per superare i sovietici nella corsa allo spazio.

Con tutte le sue brutture la guerra fredda portò anche a qualcosa di positivo con USA e URSS a cercare per una volta non di dimostrare chi fosse migliore nell’uccidere bensì chi fosse il migliore nel costruire sonde spaziali e astronavi.

Nel 1975 ci fu un primo tentativo di collaborazione tra le due superpotenze quando l’ultima missione Apollo portò ad un aggancio alla Soyuz 19.

Esattamente 20 anni dopo il viaggio di Yuri Gagarin, il 12 aprile 1981, partì il primo volo di uno Space Shuttle, il Columbia.

Negli anni ’90 ci furono altri incontri nello spazio tra americani e russi, prima tra gli Space Shuttle e la stazione spaziale MIR e successivamente USA e Russia cominciarono a lavorare insieme alla Stazione Spaziale Internazionale, allargando la collaborazione ad altre nazioni.

Certamente però oggi i programmi spaziali sono molto ridotti rispetto agli anni ’60 e molta gente li considera inutili eppure la corsa allo spazio ha portato a notevole avanzamenti tecnologici non solo nel campo dell’ingegneria aerospaziale ma anche in molti altri, soprattutto quelli dell’elettronica, dell’informatica e delle telecomunicazioni.

La società occidentale di oggi, con tutti i suoi computer, telefonini e altri apparecchi elettronici per le telecomunicazioni, esiste grazie alla corsa per lo spazio. Anche la nostra percezione dell’ambiente è stata influenzata dalle missioni spaziali perché ci hanno dato modo di vedere la Terra dallo spazio e oggi ci sono satelliti come il GOCE che ci stanno mostrando tra le altre cose i cambiamenti climatici che stanno avvenendo sul pianeta.

Sembra però che ci voglia una forte tensione tra nazioni per spingere la maggioranza della gente ad accettare che un budget maggiore di una piccola frazione di quello militare venga destinato alle missioni spaziali. Non è un caso che oggi alcuni tra i piani più interessanti per una nuova corsa allo spazio vengano da India e Cina.

Siamo ormai circa sette miliardi di esseri umani su una Terra sovrappopolata della quale stiamo sfruttando sempre di più le risorse e che stiamo inquinando in tutti i modi. Sarebbe non solo bello ma anche utile per noi e per le prossime generazioni che il volo di Yuri Gagarin fosse il primo di molti passi verso un’espansione dell’umanità nello spazio piuttosto che un evento di un periodo già terminato.



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