Urania

Se le stelle fossero Dei di Gregory Benford e Gordon Eklund

Il romanzo “Se le stelle fossero Dei” (“If the Stars Are Gods”) di Gregory Benford e Gordon Eklund è stato pubblicato per la prima volta nel 1977. È formato dall’unione di una serie di racconti pubblicati nel corso degli anni precedenti. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1168 di “Urania”, nel n. 305 dei “Classici Urania” e nel n. 168 di “Urania Collezione” nella traduzione di Fabio Feminò.

Bradley Reynolds ha già esperienza con missioni spaziali con scopi scientifici tra cui la ricerca di forme di vita aliene nel sistema solare. L’arrivo dallo spazio profondo di un’astronave aliena lo costringe a una missione diversa perché deve comprendere il modo di pensare di esseri che pensano che le stelle siano divinità e ci parlano.

Dopo quell’esperienza, Bradley Reynolds si ritira a vita privata ma dopo molti anni viene richiamato quando viene captato un messaggio alieno. La ricerca del significato di quel messaggio lo porta a dirigere una stazione spaziale in orbita attorno a Giove in una situazione resa complessa anche da ciò che avviene sulla Terra.

Terra incognita di Ian McDonald

Il romanzo “Terra incognita” (“Planesrunner”) di Ian McDonald è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. È il primo libro della serie Everness. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1638 di Urania nella traduzione di Alessandro Vezzoli.

Everett Singh va a incontrare suo padre ma riesce solo a vederlo mentre viene rapito in un’azione molto rapida. Il ragazzo riesce solo a scattare qualche fotografia con il suo cellulare dell’automobile usata per portare via suo padre, non abbastanza per convincere i poliziotti, anche perché Tejendra Singh è un fisico teorico, non si occupa di energia atomica o altre ricerche sensibili.

Scorato dallo scetticismo dei poliziotti e di sua madre, Everett cerca di analizzare da sé le fotografie che ha scattato. Mentre sta cercando di capire cosa possa volere qualcuno da un fisico che si occupa di universi paralleli, trova sul computer un messaggio programmato da suo padre. Cos’è il misterioso infundibulo che gli ha inviato?

Il romanzo “Fuga da Tschai”, conosciuto anche come “Fuga dal pianeta Tschai”, (“The Pnume”) di Jack Vance è stato pubblicato per la prima volta nel 1970. È il quarto romanzo della quadrilogia di Tschai e segue “I tesori di Tschai”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 571 di “Urania”, all’interno del n. 1 di “Biblioteca di Urania”, all’interno del n. 16 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 111 di “Oscar Fantascienza”, nel n. 258 dei “Classici Urania”, all’interno del n. 1 di “Urania Le Grandi Saghe” e all’interno del n. 167 di “Urania Collezione” nella traduzione di Beata Della Frattina.

Adam Reith ha quasi terminato il difficile compito di costruire un’astronave per lasciare il pianeta Tschai e tornare finalmente sulla Terra. Per riuscirci, ha dovuto pagare Aila Woudiver, che gli ha procurato componenti e manodopera, pure sapendo di non potersi fidare di lui e che prima o poi sarebbe arrivato il tradimento.

Anche se prigioniero, Aila Woudiver riesce a contattare i Pnume, una delle specie che abitano il Tschai e nativa del pianeta. I Pnume si dimostrano interessati ad Adam Reith e lo rapiscono, portandolo in una loro città sotterranea. Il terrestre deve nuovamente affrontare vari pericoli per sperare di tornare sulla Terra.

Malpertuis di Jean Ray

Il romanzo “Malpertuis” di Jean Ray è stato pubblicato per la prima volta nel 1943. In Italia è stato pubblicato da Sugar nel n. 2 di “Week-end” nella traduzione di Gilda Patitucci e da Mondadori nel n. 7 di “Horror” e nel n. 12 di “Urania Horror” nella traduzione di Marianna Basile.

Jean-Jacques Grandsire è solo un ragazzo quando il suo prozio Quentin-Moretus Cassave muore. Il testamento viene letto in circostanze che sono già piuttosto strane e le ultime volontà di Cassave impongono ai suoi eredi di abitare nella dimora di Malpertuis. Siccome il defunto è risultato perfino più ricco del previsto, gli eredi accettano.

Ben presto, a Malpertuis cominciano ad accadere cose strane. Eventi che sembrano proprio soprannaturali fanno pensare che la dimora sia in qualche modo stregata. Tra gli abitanti qualcuno ne sa più degli altri perché non tutti sono esattamente ciò che sembrano ma quali segreti cela Malpertuis?

Il romanzo “I tesori di Tschai”, conosciuto anche come “I tesori del pianeta Tschai”, (“The Dirdir”) di Jack Vance è stato pubblicato per la prima volta nel 1969. È il terzo romanzo della quadrilogia di Tschai e segue “Le insidie di Tschai”. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 567 di “Urania”, all’interno del n. 1 di “Biblioteca di Urania”, all’interno del n. 16 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 108 di “Oscar Fantascienza”, nel n. 253 dei “Classici Urania”, all’interno del n. 1 di “Urania Le Grandi Saghe” e all’interno del n. 167 di “Urania Collezione” nella traduzione di Beata Della Frattina.

I tentativi di Adam Reith di trovare un’astronave per tornare sulla Terra e per lasciare il pianeta Tschai hanno suscitato l’attenzione dei Dirdir, una delle specie che abita il Tschai. Assieme ai suoi compagni di viaggio, riesce a eliminare il primo gruppo inviato per catturarlo e ucciderlo ma sa che altri seguiranno.

Reagire alle minacce e ad altri eventi non è più sufficiente perciò Adam Reith decide che è giunto il momento di ribaltare la situazione. Su Tschai ci sono le tecnologie per costruire una nuova astronave ma sono necessari davvero molti soldi. Per procurarseli, il terrestre deruba i Dirdir.