Informatica

Mappa delle aree che hanno sofferto gli attacchi del 21/10/2016 (Immagine cortesia Downdetector.com)

A qualche giorno di distanza dall’attacco incredibilmente massiccio subito in due fasi da Dyn, fornitore di servizi Internet tra cui la gestione dei DNS, continuano ad arrivare informazioni, stime sui dispositivi coinvolti e teorie sui potenziali colpevoli. Siti di altissimo profilo come i social network Twitter e Reddit, celebri servizi online come e-Bay, Netflix e Spotify e altri siti sono stati colpiti più o meno duramente. Il coinvolgimento di molti dispositivi per l’Internet delle Cose mostra come la loro sicurezza sia troppo spesso inesistente.

Il chip di IBM con i neuroni artificiali (Immagine cortesia IBM Research. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Nanotechnology” descrive la creazione da parte di IBM di neuroni artificiali utilizzando materiali a cambiamento di fase (phase-change) per registrare e processare dati. L’azienda ha creato un chip che contiene i dispositivi che costituiscono il “cuore” di questi neuroni e su un chip ce ne possono essere anche milioni. Lo scopo è quello di imitare i neuroni biologici per ottenere progressi nello sviluppo di tecniche neuromorfiche da applicare ad esempio al cognitive computing.

Nella giornata di ieri è arrivata la conferma dell’accordo per cui Verizon acquisterà le attività web di Yahoo! per 4,83 miliardi di dollari che verranno pagati in contanti. Rimangono fuori dall’affare alcune attività di Yahoo! come la compartecipazione nell’ecommerce cinese Alibaba che andranno a formare una nuova società. Le attività acquistate verranno integrate con quelle di AOL, acquistata da Verizon poco più di un anno fa.

Masayoshi Son nel 2008

La holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp. ha raggiunto un accordo per acquistare l’azienda britannica di microprocessori ARM Holdings Plc per 24,3 miliardi di sterline, pari a circa 29 miliardi di Euro o 32 miliardi di dollari che verranno pagati in contanti. L’offerta era stata annunciata ieri e dopo qualche ora è arrivata la conferma che era stata accettata.

Alcuni microchip ASIC (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Joy Ng)

La NASA ha sviluppato una serie di microchip progettati per essere utilizzati su sonde spaziali. Si tratta della famiglia ASIC, composta da chip progettati per essere piccoli e allo stesso tempo resistenti alle radiazioni presenti nello spazio e in particolare in certe regioni. Sono stati impiegati nella sonda spaziale Juno che il 4 luglio è entrata nell’orbita di Giove, un pianeta dotato di un potentissimo campo elettromagnetico.