Hardware

Mappa delle aree che hanno sofferto gli attacchi del 21/10/2016 (Immagine cortesia Downdetector.com)

A qualche giorno di distanza dall’attacco incredibilmente massiccio subito in due fasi da Dyn, fornitore di servizi Internet tra cui la gestione dei DNS, continuano ad arrivare informazioni, stime sui dispositivi coinvolti e teorie sui potenziali colpevoli. Siti di altissimo profilo come i social network Twitter e Reddit, celebri servizi online come e-Bay, Netflix e Spotify e altri siti sono stati colpiti più o meno duramente. Il coinvolgimento di molti dispositivi per l’Internet delle Cose mostra come la loro sicurezza sia troppo spesso inesistente.

Schema di transistor fatto di nanotubi di carbonio e disolfuro di molibdeno (Immagine cortesia Sujay Desai/UC Berkeley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la creazione di un nuovo tipo di transistor con un gate funzionante di un solo nanometro, un miliardesimo di metro, il più piccolo mai realizzato. Un team guidato da Ali Javey del Energy’s Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) del Dipartimento dell’Energia americano ha utilizzato nanotubi di carbonio e disolfuro di molibdeno come materiali per realizzare questo transistor al posto del silicio.

Octobot (Immagine cortesia Lori Sanders/Harvard University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la creazione di un octobot, un robot con l’aspetto di un polpo prodotto utilizzando materiali soffici. Un team dell’università di Harvard ha messo assieme varie discipline combinando ingegneria meccanica e microfluidica per creare con una stampante 3D e altri metodi produttivi un piccolo prototipo dotato di una programmazione autonoma.

Il chip di IBM con i neuroni artificiali (Immagine cortesia IBM Research. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Nanotechnology” descrive la creazione da parte di IBM di neuroni artificiali utilizzando materiali a cambiamento di fase (phase-change) per registrare e processare dati. L’azienda ha creato un chip che contiene i dispositivi che costituiscono il “cuore” di questi neuroni e su un chip ce ne possono essere anche milioni. Lo scopo è quello di imitare i neuroni biologici per ottenere progressi nello sviluppo di tecniche neuromorfiche da applicare ad esempio al cognitive computing.

Masayoshi Son nel 2008

La holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp. ha raggiunto un accordo per acquistare l’azienda britannica di microprocessori ARM Holdings Plc per 24,3 miliardi di sterline, pari a circa 29 miliardi di Euro o 32 miliardi di dollari che verranno pagati in contanti. L’offerta era stata annunciata ieri e dopo qualche ora è arrivata la conferma che era stata accettata.