Hardware

Octobot (Immagine cortesia Lori Sanders/Harvard University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la creazione di un octobot, un robot con l’aspetto di un polpo prodotto utilizzando materiali soffici. Un team dell’università di Harvard ha messo assieme varie discipline combinando ingegneria meccanica e microfluidica per creare con una stampante 3D e altri metodi produttivi un piccolo prototipo dotato di una programmazione autonoma.

Il chip di IBM con i neuroni artificiali (Immagine cortesia IBM Research. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Nanotechnology” descrive la creazione da parte di IBM di neuroni artificiali utilizzando materiali a cambiamento di fase (phase-change) per registrare e processare dati. L’azienda ha creato un chip che contiene i dispositivi che costituiscono il “cuore” di questi neuroni e su un chip ce ne possono essere anche milioni. Lo scopo è quello di imitare i neuroni biologici per ottenere progressi nello sviluppo di tecniche neuromorfiche da applicare ad esempio al cognitive computing.

Masayoshi Son nel 2008

La holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp. ha raggiunto un accordo per acquistare l’azienda britannica di microprocessori ARM Holdings Plc per 24,3 miliardi di sterline, pari a circa 29 miliardi di Euro o 32 miliardi di dollari che verranno pagati in contanti. L’offerta era stata annunciata ieri e dopo qualche ora è arrivata la conferma che era stata accettata.

Alcuni microchip ASIC (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Joy Ng)

La NASA ha sviluppato una serie di microchip progettati per essere utilizzati su sonde spaziali. Si tratta della famiglia ASIC, composta da chip progettati per essere piccoli e allo stesso tempo resistenti alle radiazioni presenti nello spazio e in particolare in certe regioni. Sono stati impiegati nella sonda spaziale Juno che il 4 luglio è entrata nell’orbita di Giove, un pianeta dotato di un potentissimo campo elettromagnetico.

Parte di Sunway TaihuLight (Foto cortesia Jack Dongarra. Tutti i diritti riservati)

Dopo tre anni il mondo dei supercomputer ha un nuovo re: la classifica Top500 ha incoronato Sundai TaihuLight, cinese come il predecessore Tianhe-2 e il primo a utilizzare processori nazionali mentre i precedenti supercomputer cinesi usavano ancora processori americani, in particolare Intel. La potenza di calcolo di Sundai TaihuLight è di 93 PFlop/s, quasi il triplo di Tianhe-2.