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Google ha pubblicato una serie di risultati ottenuti con il computer quantistico D-Wave 2X, un sistema acquistato per usarlo in collaborazione con la NASA. Lo scalpore è derivato dal fatto che i test hanno mostrato prestazioni cento milioni di volte superiori a quelle di un processore tradizionale. Il problema è che questi risultati vengono raggiunti solo per specifiche operazioni finendo per aggiungere nuove controversie attorno a questi sistemi.

Esempio che illustra come l'app Google comprende domande complesse (Immagine cortesia Google. Tutti i diritti riservati)

Google ha rilasciato la nuova applicazione mobile per la ricerca, già conosciuta come Google Search, nella versione per Android e per iOS. Ora offre la possibilità di rispondere a domande complesse, dichiarando di aver fatto un notevole passo in avanti rispetto alle precedenti capacità di interpretare le richieste degli utenti. Ora l’app capisce realmente il significato di ciò che l’utente chiede (per ora solo in inglese).

Il logo di TensorFlow (Immagine cortesia Google. Tutti i diritti riservati)

Google ha rilasciato il proprio motore di apprendimento automatico (machine learning) TensorFlow come libreria libera / open source. Si tratta del cuore di un software usato dall’azienda in servizi come Google Now e Google Photo. È stato sviluppato in origine dal team di Google Brain, il progetto di apprendimento approfondito (deep learning) iniziato nel 2011 per affrontare problemi relativi all’intelligenza artificiale e alle reti neurali.

Google ha presentato un nuovo algoritmo di compressione che ha chiamato Brotli con lo scopo di ridurre il traffico delle pagine web. L’idea è che i siti web trasmettano tutto ciò che compone le varie pagine in questo formato compresso permettendo in questo modo anche una maggior velocità di caricamento. Google ha rilasciato Brotli come software libero / open source sotto licenza Apache 2.0 e messo i sorgenti a disposizione di chiunque su GitHub.

Google ha annunciato una grossa ristrutturazione aziendale che comporta la creazione di una holding company chiamata Alphabet che conterrà le aziende ora parte di Google. Il co-fondatore di Google Larry Page sarà l’amministratore delegato di Alphabet mentre l’altro co-fondatore Sergey Brin ne sarà il presidente. Il nome Google continuerà ad esistere come una delle società parte della nuova holding con Sundar Pichai, che vi lavora dal 2004 e si è occupato di Android e Chrome, come amministratore delegato.